LA SECONDA VENUTA DI CRISTOSECONDA PARTE
I SEGNI DELLA SUA VENUTA
I segni della seconda venuta di Cristo sono notevoli e numerosi. Ogni giorno i giornali ci danno dei nuovi segni della fine di questa dispensazione e confermano la Bibbia in maniera straordinaria. In Luca 21:25 leggiamo : “ E vi saranno dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle; e sulla terra angoscia delle nazioni, sbigottite dal rimbombo del mare e delle onde “. Negli ultimi anni notevoli cambiamenti sono stati osservati sia nella luna sia nelle stelle; sia la deviazione della luna dalla sua orbita, che la scoperta di nuove stelle testimoniano in modo efficace che la venuta di Cristo è vicina. Prima che la fine venga, nostro Signore ci dice che vi sarebbero state fami, pestilenze e terremoti in ogni luogo, e che tutto questo sarebbe stato solo “ il principio dei dolori “. Noi siamo informati dal Signore stesso che Egli non verrà se prima i segni chiesti dai discepoli non si siano avverati. La frequenza dei terremoti che vengono a dimostrare la instabilità delle cose di quaggiù, sono una prova lampante della prossimità del ritorno del Signore, secondo la sua Parola: “ Vi saranno terremoti in ogni luogo “. E con i terremoti, la fame e le epidemie ! La fame, questa terribile sofferenza sta funestando molte parti del mondo, è uno spettacolo straziante assistere alla morte crudele di milioni di esseri falciati da questo terribile male. Tra le pestilenze che hanno colpito l’umanità vogliamo ricordare quella che colpì l’India nel 1918-19 che procurò la morte di ben dodici milioni di persone. Il nostro Signore alludendo ai giorni che precederanno il suo ritorno disse che questi sarebbero stati simili a quelli che precedettero il diluvio ( Matt. 24:38-39). E non vediamo forse una perfetta rassomiglianza dei nostri giorni a quelli che precedettero il diluvio? Gli uomini della presente generazione non rassomigliano forse agli antidiluviani ? Il mondo corre verso l’abisso della corruzione. Ogni sentimento è dominato dall’egoismo, dall’amore del denaro e del piacere, e lo stesso vincolo della famiglia è rotto dal desiderio del denaro e del godere. La fame, la miseria, le sofferenze fisiche non sono un male così grande come lo sviluppo inaudito del peccato, dei vizi e del crimine. In alcune chiese cristiane l’iniquità è causa della loro decadenza spirituale. Gesù disse : “ E poiché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà “. Le grandi massime del Signor Gesù sono state adulterate con riti e gerarchie e i popoli si sono corrotti con un crescente materialismo, tanto che l’apostolo Paolo nella II Tim. 4:3 dichiarava che : “ negli ultimi tempi non comporteranno la sana dottrina, abbandoneranno la verità per dar retta alle favole “. Tra i principali segni che si manifesteranno nell’umanità ci saranno : aumento del peccato ( II Tim. 3:1-4; Luca 21:25-26); guerre e paure ( Matt. 24:7); aumento delle ricchezze ( Giac. 5:1-3); moltiplicarsi dei trasporti ( Daniele 12:4); coalizioni politiche e militari ( Daniele 2 e 7). Tra i segni più evidenti nella cristianità ci saranno : L’apparizione di falsi Cristi e di falsi profeti. I falsi profeti non hanno mai cessato di pullulare, ed oggi, più che mai, le sette e le dottrine false si moltiplicano. Certuni insegnano che la perdizione non esiste e che tutti saranno salvati, compreso il diavolo. Molte tradizioni umane sono state aggiunte alla Scrittura e poste al disopra di essa. Si vedono dei falsi risvegli religiosi e il nemico giunge perfino a contraffare l’azione dello Spirito Santo nelle anime poco equilibrate. Una particolare menzione va fatta allo spiritismo la cui pretesa evocazione dei morti in realtà
non è che un commercio con i demoni. Paolo la annovera fra i segni degli ultimi tempi ( I Tim. 4:2). I falsi profeti, respingendo la religione rivelata, offrono alle folle avide una serie di idoli: Progresso, Scienza, Politica, Sport, Violenza, Stato, ecc. Essi non sono altro che la forma nuova di un vecchio culto sempre uguale: quello dell’orgoglio umano che adora se stesso .
L’Apostasia. Essa è l’abbandono della fede da parte di coloro che l’hanno conosciuta e professata. Purtroppo le masse dei nostri paesi evangelizzati si allontanano dall’Evangelo. Esse amano i piaceri più che Dio e se talvolta hanno l’apparenza della pietà, rinnegano ciò che ne è la forza. Oggi, come ai tempi del Cristo, sono molti i chiamati ma pochi gli eletti, perché la maggioranza rifiuta tuttora di abbandonare il peccato. Da duemila anni si predica l’Evangelo ma il mondo continua ad imperare, il mondo non vuole la salvezza.
La diffusione universale dell’Evangelo. L’Evangelo deve essere annunziato a tutti gli uomini prima che si chiuda la porta della grazia. Gesù non dice che si convertirà tutto il mondo ma che il vangelo sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti. Così tutti avranno avuto occasione di accettare la salvezza; se essa sarà rifiutata, la responsabilità di Dio e quella dei credenti sarà nulla. La Bibbia è oggi tradotta in migliaia di lingue e raggiunge i luoghi più lontani e sperduti, e grazie alla radio e alla televisione oggi raggiunge le popolazioni più lontane, anche in quei paesi dove è proibito entrare e in quelle famiglie difficili da avvicinare.
Visto che la Chiesa dovrebbe essere rapita prima della grande tribolazione, le guerre, le carestie, la mortalità, le persecuzioni, la manifestazione dell’Anticristo e l’apostasia, riguarderanno completamente il mondo. Pertanto l’avvenire spaventoso per il mondo non deve turbarci, non dobbiamo perdere la calma, non dobbiamo essere indifferenti nei riguardi dei segni, il che renderebbe nulli gli avvertimenti di Dio, né dobbiamo dimostrare una sensibilità esagerata, che ci farebbe ricercare segni anche dove non esistono. Ci saranno persecuzioni, ma non dobbiamo temere, perché non si perderà un solo capello del nostro capo, otterremo la salvezza dell’anima perseverando fino alla fine. La Chiesa è invitata a discernere i segni dei tempi, i credenti devono saper discernere l’imminenza del ritorno del Cristo, devono vegliare soprattutto nel momento in cui i segni profetici si moltiplicano, stando in guardia non saranno presi alla sprovvista dall’avvenimento del Signore. Infine la Parola di Dio dice: “ Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, poiché la vostra redenzione è vicina “ ( Luca 21:28) il Signore riserva la corona di giustizia a tutti coloro che avranno amato la Sua venuta ( II Tim. 4:8).
LO SCOPO DELLA SECONDA VENUTA DI CRISTO
Esamineremo lo scopo della sua venuta in relazione alla Chiesa, ai malvagi, all’Anticristo, a Israele, alle nazioni Gentili, al regno millenniale, a Satana. Saranno oggetto di studio a parte, per la vastità dell’argomento, quelli sull’Anticristo e sul Millennio. In relazione alla Chiesa. La resurrezione dei morti. I Tes. 4:16 : “…perché il Signore stesso, con potente grido con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi “.
La trasformazione dei viventi. I Cor. 15:51-52: “ Ecco, io vi dico un mistero : Non tutti morremo, ma tutti saremo mutati , in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba suonerà e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati “. Vi sarà una generazione di credenti che non vedrà la morte ma parteciperà ad un misterioso mutamento, quando questo corpo mortale sarà rinnovato, reso immortale, e il corpo della nostra umiliazione sarà reso conforme al corpo della Sua gloria. Il rapimento dei credenti tutti. I Tes. 4:17: “…poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore “. Il giudizio e la ricompensa delle opere. II Cor. 5:10 : “ Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quando era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male “. Occorre precisare che non compariremo davanti a questo tribunale come degli accusati chiamati ad essere giudicati, altrimenti chi potrebbe essere assolto ? Gesù ha detto : “ In verità, in verità io vi dico che chi ode la mia parola e crede Colui che mi ha mandato, ha vita eterna e non viene in giudizio ; anzi è passato dalla morte alla vita “ ( Giov. 5:24). Il credente non ha dunque da temere il giudizio eterno davanti al tribunale di Cristo, ove deve essere soltanto “ manifestato “. Il credente sa di essere stato riscattato dal sangue prezioso di Cristo, pertanto non sarà un tribunale per lui di giudizio, come lo sarà più tardi per gli increduli, i malvagi, sarà piuttosto il luogo ove saranno manifestati in tutto il loro splendore la grazia e l’amore del Signor Gesù. Alla luce di Dio riconosceremo ciò che erano in realtà i nostri atti, le nostre parole, i nostri pensieri, come il Signore li ha visti e giudicati. Comprenderemo allora tutta la grandezza e la gloria della grazia e dell’amore del nostro Signore. Il Signore, se esiste del bene in noi prodotto dalla grazia, lo ricompenserà, e questo metterà ancora più in rilievo la sua grazia. Renderemo gloria al Signore poiché constateremo allora la grazia meravigliosa che ci ha avrà condotti, aiutati, sostenuti, guardati durante la traversata del deserto, e ci avrà condotti finalmente nella gloria presso di lui. Tutti i nostri atti saranno apprezzati secondo il giudizio di Dio non per essere condannati, ma affinché siamo pienamente “ in accordo con Dio “ . Soltanto così i nostri cuori diverranno veramente liberi per adorarlo e lodarlo in modo perfetto. La prospettiva di dover comparire davanti a questo tribunale deve mantenere nei nostri cuori il timore di disonorare il Signore e il desiderio di servirlo fedelmente quaggiù, pur rallegrandoci che la sua grazia ci condurrà sicuramente nella casa del Padre “ Siate ripieni della conoscenza della volontà di Dio in ogni sapienza e intelligenza spirituale, affinché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio “ ( Col. 1:9-10). Le nozze dell’Agnello. In Ap. 19 dal verso 6 sono descritte le nozze dell’Agnello, la consumazione del matrimonio fra Cristo e la Chiesa. Non sono più menzionati in cielo i ventiquattro anziani, ma troviamo menzionati la Sposa dell’Agnello e i convitati alle nozze dell’Agnello. Questa Sposa comprende l’insieme dei riscattati dell’era cristiana della grazia, mentre i convitati sono tutti gli altri riscattati. Sono dichiarati beati perché si rallegrano, come membri della famiglia celeste, della sorte gloriosa che è scaduta alla Sposa dell’Agnello. Il vestimento di lino fino consisterà nel risultato della condotta di ogni riscattato quaggiù, frutto dello Spirito agente in ogni credente. Non dimentichiamo che non sono le nostre opere che avranno il valore di farci sedere alla tavola delle nozze, bensì la sola grazia del Signore. La Scrittura dice: “ Le è stato dato di vestirsi…”. Questo vestimento è dunque un dono della pura grazia di Dio, che si compiace a riconoscere ciò che , sotto l’azione dello Spirito, è stato prodotto per la gloria di Cristo.
Queste nozze sono quelle dell’Agnello, titolo che ricorderà alla Sposa che il suo Signore ha sofferto ed è stato immolato per lei. Questo pensiero sarà dunque ben atto a risvegliare nel suo cuore la lode, la riconoscenza, l’adorazione. La gioia riempirà il cielo, ed i santi l’esprimeranno esclamando : “ Rallegriamoci ed esultiamo di gioia “. Infatti è giunto il momento tanto atteso in cui Cristo si unirà misticamente a questa Sposa per cui ha dato la propria vita. La Sposa si stabilirà nella sua casa nel cielo. Ap. 21:2 : “ E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere giù dal cielo d’appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo “. La futura casa della sposa di Cristo è il luogo preparato nella casa del Padre e identificato con la nuova Gerusalemme che Giovanni vide venire da Dio e che si avvicinava dal cielo.
Riguardo ai malvagi. 1) Essi parteciperanno alle esperienze della tribolazione. ( II Tess. 2:7-12) Quelli che non avranno aperto il loro cuore all’amore della verità per essere salvati, ma si sono compiaciuti nell’iniquità, saranno giudicati. 2) Quelli che si sono identificati con gli eserciti dell’Anticristo, saranno distrutti dalla terra nel giorno dell’apparizione di Cristo. ( Ap. 19:19-21; II Tess. 2:8) Lo spirito di rivolta e di inimicizia di Satana e dei suoi seguaci contro Dio e il suo popolo, giunge qui al suo colmo. Tutti gli eserciti nemici sono radunati contro Dio e contro il suo Unto. Ma la bestia, l’Anticristo, e il falso profeta, sono presi e gettati viventi nello stagno di fuoco. In II Tess. 2:8 è scritto che l’Anticristo sarà distrutto all’apparizione di Cristo e “ col soffio della sua bocca “. Al verso 21 di Ap. 19 leggiamo che “ Il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo “. Dunque, anche qui è la parola del Signore che provoca il giudizio e la rovina degli empi. 3) Le nazioni identificate coi capretti saranno giudicate, escluse dal Regno, soggette ad eterna perdizione. ( Matt. 25:31,32,41). “ I capri “ che avranno rifiutato il loro aiuto a l’uno di quei piccoli che sono i fratelli del Signore e che si saranno, in tal modo, fatti complici dei loro persecutori, saranno gettati immediatamente nel fuoco eterno preparato per il diavolo e i suoi angeli. Sono chiamati “ maledetti “ e non avranno parte al millennio poiché sono indegni di diventare sudditi del Re dei re. 4) Risurrezione dei malvagi morti per l’ultimo giudizio alla fine del Regno di Cristo (Ap. 20:12) Mentre i morti in Cristo risusciteranno alla venuta del Signore e prima dello stabilimento del regno millennario, quelli che non sono salvati rimarranno nei loro sepolcri e saranno risuscitati soltanto dopo il millennio per comparire davanti al gran trono bianco. Saranno aperti i libri e un altro libro sarà aperto, il libro della vita, e i morti saranno giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. 5) Relegati nel posto della perdizione finale. Ap. 20:15 : “ E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. “. Il libro della vita è una controprova, si può dire, di quello che è stato scritto negli altri libri. E’ molto importate e vitale poiché se i giudicati non saranno trovati scritti in esso non ci sarà che un solo verdetto: la condanna eterna. Affinchè nulla sfugga, le nostre azioni che ci precedono, a seconda che sono conformi alla nostra salvezza o condannazione, determinano la nostra iscrizione o meno nel libro della vita. Prima di emanare la sentenza all’uomo giudicato e trovato colpevole, si va a vedere nel libro della vita se il suo nome ci fosse scritto. Non trovatolo sarà una prova in più della giusta condanna. Molti credono che nel momento del giudizio si determinerà l’iscrizione al libro della vita. È un grave errore. Oggi è il tempo di farci precedere dal perdono dei nostri falli in modo da non trovarli al grande appuntamento.
C) In relazione a Israele. Israele deve essere ricollocato nel suo paese. Israele, essendo stato infedele e avendo rigettato e crocifisso il suo Messia, fu scacciato dal suo paese e disperso fra tutte le nazioni, dopo la distruzione completa di Gerusalemme e del tempio. A questo si aggiunse un “ accecamento “ che Dio mandò loro come punizione e che li impedisce tuttora di riconoscere il loro peccato e di pentirsi. Ma questo stato non durerà sempre e numerosi passi della Scrittura annunziano il ristoramento e la conversione d’Israele. Iddio ha promesso che avrebbe ricondotto il suo popolo nel paese dei padri ( Ez. 34:13-14; 36:24; 37:25). Deve ristabilire l’adorazione nel tempio. In II Tess. 2:4 è scritto che l’avversario si siederà nel tempio di Dio mostrando se stesso e dicendo che egli è Dio. Deve stringere un patto con l’Anticristo, patto che deve essere infranto. Israele sarà dato nelle mani dell’Anticristo, quest’ultimo stringerà con lui un patto di sette anni, ma lo infrangerà dopo tre anni e mezzo. Zaccaria dice che Iddio non avrà pietà degli abitanti del paese, perciò li abbandonerà ognuno “ in balia del suo re “, che è senza dubbio l’Anticristo. Sempre Zaccaria dice che “ il pastore insensato divorerà la carne delle pecore grasse e strapperà loro anche le unghie “. Questo periodo sarà il peggiore che Israele avrà mai attraversato. Deve attraversare la grande tribolazione, gli ultimi tre anni e mezzo. L’Anticristo ed i suoi eserciti, tutte le nazioni della terra, alla fine si aduneranno per sterminare Gerusalemme. “ Allora in tutto il paese avverrà, dice l’Eterno, che i due terzi saranno sterminati, periranno, ma l’altro terzo vi sarà lasciato. E metterò quel terzo nel fuoco, e lo affinerò come si affina l’argento…” ( Zacc. 13:8). Anche Malachia parla della gran fornace che purificherà Israele. Deve convertirsi come nazione al ritorno di Cristo. A causa della sua incredulità, Israele non è stato fatto partecipe del dono dello Spirito Santo sparso sulla Chiesa nel giorno della Pentecoste. Il Signore, riconducendo i Giudei nella Palestina, accorderà anche ad essi una potente effusione di Spirito dall’Alto ed essi “ riguarderanno a me, a colui che hanno trafitto…” ( Zacc. 12:10). Israele riconoscerà la divinità del Messia, il Redentore sarà pienamente riconosciuto ed accettato dai Giudei, secondo le parole di Gesù stesso: “ Non mi vedrete più finché diciate : “ benedetto colui che viene nel nome del Signore “ ( Matt. 23:29). La conversione d’Israele somiglierà a quella di Saulo da Tarso, prima indurito nel suo giudaismo da opporsi a Cristo, ma poi riconoscente il suo Salvatore quando quest’ultimo gli apparve in gloria. Il Signore accorderà loro la grazia della rigenerazione e Israele diventerà veramente il popolo del Signore. Deve portare la buona novella alle nazioni. ( Is. 2:1-3; 27:6; Zacc. 8:13; 21:23) Deve essere stabilito per sempre nel paese. Amos 9:15 : “ Io li pianterò sul loro suolo, e non saranno mai più divelti dal suolo che io ho dato loro, dice l’Eterno, il tuo Dio “. Israele e Giuda saranno unite in un regno sotto un re. ( Ez. 37:21-22; Zacc. 8:13; 9:1,10; 10:6-9).
In relazione alle nazioni Gentili. Saranno separate dal giudizio. Matt. 25:31-33 ci parla di un giudizio che deve determinare quali nazioni dovranno essere incluse in esso, e quindi, escluse dal regno millenniale di Cristo. Il loro trattamento sarà basato sulla maniera in cui esse avranno accolto i messaggeri del regno. ( Matt. 25:40,45). Le nazioni salvate andranno nel regno millenniale di Cristo. Matt. 25:34: “ Allora il re dirà a quelli della sua destra: Venite, voi, i benedetti del padre mio; eredate il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo “. Le nazioni salvate sono quelle che avranno
ottenuto salvezza eterna e personale per mezzo dell’accettazione di Cristo come Messia e come Salvatore.
Le nazioni malvagie saranno escluse dal regno millenniale e soffriranno l’eterna condanna. Matt. 25:41,46: “ Allora dirà anche a coloro della sinistra : Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli… E questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna “. Le nazioni condannate ( identificate con i capretti), saranno quelle che avranno respinto il Re e l’Evangelo del Regno col trattamento che riserveranno agli araldi o messaggeri del Regno, coloro cioè che Cristo chiama “ Suoi fratelli “.
In relazione a Satana. Sarà cacciato dai luoghi celesti. Ap. 12:7-9 : “ E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati gli angeli suoi “. In cielo, dove si trovano Cristo con la Sposa celeste, pienezza e perfezione di Cristo, e lo Spirito Santo, non potranno più aver posto Satana e il suo seguito, pur essendo stati tollerati fino ad allora. Dopo la dura battaglia saranno gettati giù sulla terra. Sarà confinato sulla terra. Ap. 12:12 : “ Perciò rallegratevi o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi o terra, o mare ! Perché il Diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo “. L’odio di Satana si scaglierà con forza inaudita sui credenti, che non faranno parte della Sposa che è in cielo. Sarà incatenato nell’abisso per mille anni. In Ap. 20.:2-3 leggiamo che Satana verrà incatenato nell’abisso, luogo di soggiorno degli spiriti immondi, per mille anni, dove è privato della sua libertà di movimento e d’azione. Sarà liberato per un po’ di tempo. Allora sedurrà le nazioni. Ap. 20:7-8 : “ E quando i mille anni saranno compiti Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono a i quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare “. Una prigionia di mille anni non ha cambiato Satana e un periodo di benedizione di mille anni ha lasciato gli uomini immutati. Anche se non tutti alla fine del millennio si rivolteranno contro Dio ( Quelli d’Israele e delle nazioni che sono nati di nuovo non si rivolteranno di certo ), le nazioni, e in gran numero, abbandoneranno Iddio. Sarà gettato nello stagno di fuoco. Ap. 20:10 : “ E il Diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli “. Il Diavolo raggiunge i due capi dell’umanità sedotta: l’Anticristo e il falso profeta. La loro parte è un tormento eterno. Con ciò, la santa ira di Dio contro i suoi nemici ha eseguito la sentenza. La grande battaglia tra luce e tenebre è dunque finita: Dio ha trionfato su Satana e sulla sua potenza. Il Signore ha avuto la vittoria. Sì Gesù, il Salvatore, è Vincitore.
La dottrina della seconda venuta di Cristo è una dottrina che conforta i credenti addolorati ( I Tess. 4:13-18), è una beata speranza per coloro che sono stati oggetto della grazia di Dio. “ Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa e ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente, e piamente,
aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù “ ( Tito 2:11-13). Essa ci spinge a :
Essere pazienti “ Poiché voi avete bisogno di costanza, affinchè avendo fatta la volontà di Dio otteniate quel che v’è promesso. Perché : Ancora un brevissimo tempo e colui che ha da venire verrà e non tarderà “ ( Ebrei 10:36-37). Mortificare le voglie della carne. “ E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica, come esso è puro “ ( I Giov. 3:3). Avere continua comunione col Signore “ Ed ora, figliuoletti, dimorate in lui, affinchè, quando egli apparirà, abbiamo confidanza e alla sua venuta non abbiamo da ritirarci da lui, coperti di vergogna “ ( I Giov. 2:28). Amare i fratelli ( I Tess. 3:12-13) Essere costanti nel ministerio “ Pascete il gregge di Dio che è fra voi, non forzatamente, ma volenterosamente secondo Dio; non per un vil guadagno, ma di buon animo; e non come signoreggiando quelli che vi son toccati in sorte, ma essendo gli esempi del gregge. E quando sarà apparito il sommo Pastore, otterrete la corona della gloria che non appassisce “ ( I Pietro 5:2-4). Avere zelo nel conquistare anime “ Qual è infatti la nostra speranza, o la nostra allegrezza, o la corona di cui ci gloriamo ? Non siete forse voi nel cospetto del nostro Signor Gesù quand’egli verrà ? Sì, certo, la nostro gloria e la nostra allegrezza siete voi “ ( I Tess. 2:19-20 ).
Vogliamo esaminare quali effetti deve esercitare sulla nostra vita l’attesa del Signore. All’incredulo la Scrittura grida : Convertiti, affrettati ad accettare il Salvatore, per non dover tremare davanti al Giudice. “ Tu hai nome di vivere e sei morto….Ravvediti. Che se tu non vegli, io verrò come un ladro, e tu non saprai a quale ora verrò su di te “. ( Ap. 3:1-3) “ Perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca…. Abbi dunque zelo e ravvediti. Ecco io sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco “ ( Ap. 3:16; 19-20). Nel giorno dell’ira dell’Agnello saranno beati soltanto quelli che “ hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello “ ( Ap. 7:14), cioè hanno permesso al sangue di Gesù Cristo di purificarli da ogni peccato mediante la fede. Oggi è il tempo di entrare nell’arca di salvezza, presto il giorno del Signore verrà come un ladro e allora non sarà più possibile porsi al riparo. Quando il Signore verrà per prendere i Suoi, l’uno sarà preso e l’altro lasciato ( Matt. 24:40-42). Nei campi, in casa, nell’ufficio, i veri credenti saranno rapiti, mentre tutti gli altri rimarranno per essere sottoposti al più spaventoso dei giudizi. Le sole vergini sagge che avranno nella loro lampada l’olio dello Spirito Santo, entreranno con lo sposo nella sala delle nozze. Le genti, malgrado la loro apparente pietà, saranno inesorabilmente lasciate fuori ( Matt. 25:1-12). L’apostolo Pietro a quelli che gli chiedevano cosa dovevano fare per essere salvati rispose : “ Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati…. Salvatevi da questa perversa generazione ( Atti 3:19-20). La vita del credente deve essere caratterizzata da :
La gioia. La prospettiva di essere ben presto rapiti dal nostro benamato Salvatore, di essere così liberati dalle prove del tempo presente e introdotti per l'eternità nella gloria celeste, questa prospettiva è un magnifico motivo di gioia e di consolazione per il riscattato. “ Poiché la nostra cittadinanza è nei cieli, donde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria “ ( Filippesi 3:20-21). “ Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro
grande Iddio e Salvatore Gesù Cristo “ ( Tito 2:13). “ Rallegratevi, affinché anche alla rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi giubilando ( I Pietro 4:13). Per i riscattati inoltre c’è la gioia di essere riuniti agli essere cari che li hanno preceduti nei tabernacoli eterni. “ Non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò così pure quelli che si sono addormentati, Iddio per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui… verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, ad incontrare il Signore nell’aria….Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole “ ( I Tess. 4:13).
La vigilanza. Come un soldato, che fa parte di una truppa in stato d’allarme, deve essere pronto ad entrare in azione appena squilla l’appello alle armi, così il cristiano deve tendere l’orecchio per percepire il grido “ Ecco lo sposo “, appena si farà udire nella notte. Siate pronti, vegliate ! Tale è la parola d’ordine che si indirizza a ciascuno di noi. “ Vegliate, dunque; perché non sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire…. Perciò , anche voi siate pronti; perché nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà. ( Matt. 24:42-44). In Luca 12:35 è scritto di avere i fianchi cinti, ovvero essere pronti a partire a qualsiasi momento, come gli Israeliti nella notte della Pasqua in Egitto. Ma per essere pronti a partire, bisogna aver preparato tutto per il viaggio, essersi sbarazzato di ogni ostacolo ad una partenza immediata, sia che il Maestro ritorni oggi o più tardi. Se non siamo pronti ora, rischiamo di non esserlo quando il Signore verrà. Che vergogna per noi se dovesse trovarci addormentati ! Guardiamoci dal sonno spirituale. “ Noi non siamo della notte né delle tenebre. Perciò non dormiamo come gli altri ma vegliamo e siamo sobri ( I Tess. 5:5-6). Dormire, vuol dire vivere nell’indifferenza al riguardo del ritorno del Signore. Vuol dire seguire l’inclinazione del cuore naturale che dice : “ Il mio padrone tarda a venire ! “ ( Luca 12:45). Vuol dire lasciarsi accaparrare dalle cose della terra “ Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati dalla ghiottoneria, dall’ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio…. Vegliate, dunque, pregando in ogni tempo “ ( Luca 21:34-36)
La santificazione. Per il credente la santificazione consiste nel separarsi dal male sotto tutte le sue forme, a rigettare ciò che potrebbe fare ostacolo all’attesa del ritorno di Cristo. Molteplici passi della scrittura ci indicano quanto la santificazione debba preoccupare continuamente chi aspetta la venuta di Gesù Cristo. Ne citeremo solo qualcuno: “ Colui che ha cominciato in voi un opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Gesù Cristo… Che il vostro amore sempre più abbondi in conoscenza e in ogni discernimento, onde possiate distinguere fra il bene e il male, affinchè siate sinceri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo a gloria e lode di Dio “ ( Fil. 1:6;9-11). Occorre dunque impegnarci per giungere alla santificazione come è scritto : “ Studiatevi di essere trovati agli occhi suoi immacolati….” . “ Compiete la vostra salvezza con timore e tremore “ . Ma non dimentichiamo che la santificazione si ottiene mediante la fede, ed è opera del Signore. Comportandoci in questo modo saremo preservati dalla leggerezza, che ci farebbe pensare a torto che Dio si contenterà di ciò che siamo, e dalla sfiducia che ci assalirebbe vedendo tutto ciò che manca ancora alla nostra povera esperienza cristiana.
Il servizio. Il credente che aspetta il Signore è pure chiamato a servirlo con zelo e fedeltà. Vegliare significa anche perseverare nel posto che il Signore ci ha assegnato e compiere la missione ricevuta da Lui, tanto sul piano materiale che su quello spirituale. I Tessalonicesi non soltanto aspettavano il Signore, ma servivano anche l’Iddio vivente e vero. E durante l’assenza
del Maestro che bisogna far fruttare i talenti. Il seme seminato produrrà l’uno trenta, l’altro sessanta, l’altro cento. Nel giorno della mietitura vorremmo presentare al Signore dei covoni pesanti e ricchi di granelli o delle spighe vuote ? Il malvagio servitore di Matteo 25 è condannato non per aver fatto male, ma per non aver fatto “ nulla “.
La testimonianza. Lavorare, servire, portare frutto, ma anche testimoniare. Bisogna che il credente sia una luce che brilla durante la notte nell’assenza del suo Maestro. La lampada, una volta accesa, non deve essere messa sotto il moggio ( cioè soffocata dagli affari della vita ), ma sul candeliere, “ ed essa risplende per tutti quelli che sono in casa “ ( testimonianza verso i nostri familiari, i nostri vicini, i nostri colleghi di lavoro ), e “ affinchè quelli che entrano veggano la luce “ ( testimonianza verso gli sconosciuti, verso gli uomini in generale ). Possiamo come le vergini savie, andare incontro allo Sposo, per accoglierlo, abbandonando risolutamente tutto ciò che potrebbe dispiacergli, facendo brillare con tutto il suo fulgore la lampada che Egli ci ha affidata.
L’attesa del Signore produce essa realmente in noi, la gioia, la vigilanza, la santificazione, lo zelo nel suo servizio, la fedeltà nella testimonianza ? Se queste cose sono in noi e vi abbondano, faranno si che non saremo oziosi né sterili nella conoscenza del nostro Signor Gesù Cristo. “ Perciò fratelli viepiù studiatevi di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione; perché facendo queste cose, non inciamperete giammai, poiché vi sarà largamente provveduta l’entrata nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo “ ( II Pietro 1:8-11). “ Ora a Colui che è potente da preservarvi da ogni caduta e da farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili, con giubilo, all’Iddio unico, Salvatore nostro per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e podestà, da ogni eternità, ora e per tutti i secoli ! Amen “ ( Giuda 24:25). “ Colui che attesta queste cose dice : Sì, vengo tosto ! AMEN ! VIENI, SIGNOR GESU’ ! La grazia del Signor Gesù Cristo sia con tutti i santi “ ( Ap. 22:20-21). |

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