LA SECONDA VENUTA DI CRISTO
Uno dei fatti più importanti e ormai accertati della storia è che la prima venuta di Cristo sulla terra ebbe luogo circa duemila anni orsono. Ma la prima venuta di Cristo duemila anni fa non adempì tutto lo scopo per il quale Egli venne sulla terra. Lo scopo di Dio in Cristo è quello di redimere l’umanità dalle conseguenze della caduta e di riportare il mondo alle condizioni ideali esistenti sulla terra quando Dio la restaurò. La prima venuta di Cristo realizzò, col sacrificio della croce, la redenzione spirituale dell’uomo. Tutti gli uomini che avrebbero accettato quel sacrificio, sarebbero stati partecipi della redenzione prevista nel piano di Dio. Col sacrificio di Cristo una parte delle conseguenze della caduta di Adamo sono state rimosse; l’uomo può ritornare ad essere spiritualmente a contatto col suo Creatore attraverso il sacrificio della croce. Ma per la resurrezione fisica dell’uomo, per la pace della natura, per una felice condizione ideale di esistenza è necessaria la seconda venuta di Cristo sulla terra. E’ questo che la Bibbia prevede. Gli scrittori del Vecchio Testamento previdero la venuta di un Messia sulla terra umile e sofferente, ma anche regnante e glorioso. Il Messia si doveva presentare al mondo con la croce e con la corona. Ma la croce, ossia la sua sofferenza, avrebbe preceduto la corona, cioè la sua gloria. Per questo gli Ebrei lo rigettarono e lo condannarono a morte. Essi si aspettavano un Messia che li avesse liberati dalla schiavitù dello straniero, dal giogo romano; si aspettavano la restaurazione dell’antico splendore d’Israele, e vedendo il Cristo umile, sofferente, lo rigettarono, non lo riconobbero. Vedevano solo la corona ma non la croce. Tutta la Bibbia ha parlato della prima venuta di Cristo. Tutta la Bibbia parla della sua seconda venuta in potenza e gloria. Come si verificò la prima, così si verificherà la seconda. Iddio non può mentire. La sola speranza che il mondo può avere è nell’attesa dell’intervento del Figlio di Dio. Dopo l’ascensione il Signore, nella Sua grazia, ha voluto lasciare agli individui ed alle nazioni un lungo periodo di libertà, di modo che avessero agio di accettare il Vangelo. Ma quando il tempo della pazienza di Dio sarà passato, lo svolgimento dei suoi piani riprenderà il suo corso. Gesù Cristo verrà per completare la Sua opera e precisamente a liberare i suoi, a giudicare il mondo ingannatore e infine a stabilire il Suo regno eterno di giustizia e di pace. Se questa triplice opera Gesù col suo ritorno non completasse, la Chiesa non sarebbe mai liberata, gli increduli continuerebbero a peccare all’infinito senza mai aversi una resa dei conti, e il peccato regnerebbe indisturbato senza mai realizzarsi un’era di pace, di felicità, di giustizia. Ma, grazie a Dio, Cristo ritornerà per adempiere in cielo e sulla terra tutta quanta la volontà del Padre. La seconda venuta del Signore è menzionata ben 319 volte nel Nuovo Testamento, Paolo si riferisce ad essa nelle sue epistole almeno 50 volte. La seconda venuta del Signore è menzionata 8 volte più spesso della prima venuta; libri interi ( I e II Tessalonicesi ) ed interi capitoli ( Matteo 24; Marco 13) le sono dedicati. Senza dubbio è una delle dottrine più importanti del Nuovo Testamento. Il fatto della seconda venuta di Cristo è stabilito da:
1) La testimonianza dei profeti La preminenza della dottrina del ritorno di Cristo è particolarmente notevole nelle profezie dell’Antico Testamento, dove quelle relative alla seconda venuta di Cristo sono in numero assai maggiore che non quelle della prima. ( Zacc. 14: 3-5; Mal. 3:1; Ezec. 21:26-27).
La testimonianza di Giovanni Battista ( Luca 3:3-6) La testimonianza di Cristo ( Giov. 14:2-3) La testimonianza degli angeli ( Atti 1:11; Ap. 1:1; Luca 1:31-32) La testimonianza degli apostoli ( Matt. 24:37,42,44; Marco 13:26; Luca 21:27; I Giov. 3:1-3; Giac. 5:7; I Pietro 1:7-13; I Tess. 4:13-18)
QUANDO RITORNERA’ GESU CRISTO
I credenti tutti hanno sempre desiderato di conoscere la data del ritorno del Signore. Un giorno i discepoli chiesero al Signore: “ Dicci : quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente ? “ ( Matt. 24:3 ). “ Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo “. ( Matt. 24:36). Gesù ci invita a vegliare, perché nell’ora che non pensiamo, il Figliuol dell’uomo verrà, egli verrà come un ladro nella notte. Gesù disse ai discepoli chiaramente : “ Non sta a voi sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla propria autorità “ ( Atti 1:7). Se il Signore ci ha nascosto l’ora del Suo ritorno è perché vuole che noi siamo sempre pronti per quell’ora. Beati quei servitori che il padrone al suo ritorno troverà vigilanti !. Non dimentichiamo che l’avversario induce continuamente i cristiani a fissare una data vicina per il ritorno del Cristo, di modo che, delusi, non vogliono più credere, come pure a rimandare questo avvenimento ad un tempo così lontano che finiscono col non pensarci più del tutto. Il Signore stesso ha previsto questi abusi e queste trappole che , d’altronde, andranno moltiplicandosi. Egli ci avverte più volte di “ Non essere sedotti , perché molti verranno sotto il mio nome dicendo : Sono io, e il tempo è vicino; non andate dietro a loro “ ( Luca 21:8; Matt. 24:23-27). Molti deridono i cristiani annunziando loro che Iddio ha dimenticato la terra e che Cristo non ritornerà affatto. La realtà è che Dio desidera dare a tutti la possibilità di salvarsi. Gli avvenimenti della fine non si verificheranno fino a quando non “ sia entrata la pienezza dei Gentili “ ( Rom. 11:25). Infatti Iddio conosce il numero di coloro che accetteranno la salvezza e non chiuderà la porta della sua grazia prima di averli messi tutti al sicuro. Perciò Pietro ha potuto dire : “ Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia ; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi “ ( II Pietro 3:9). Al verso 15 dice ancora : “ E ritenete che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza “. Una cosa è certa: Dio ha determinato il momento preciso del ritorno del Suo Figliuolo e ne conosce il giorno e l’ora. Per l’Eterno il tempo non conta “ per il Signore un giorno è come mille anni e mille anni sono come un giorno “. Il Signore ha preparato la nostra salvezza prima che cominciassero le età e l’ha manifestata in Gesù Cristo. E’ chiaro che le diverse migliaia di anni di storia umana sono un periodo assai breve agli occhi suoi. Quando i nostri miseri secoli saranno terminati, giungerà il momento del Suo trionfo. L’espressione “ vengo tosto “ può anche significare “ vengo presto “. Essa ci dà il senso della rapidità. Infatti Gesù verrà come un lampo ( Matt. 24:27). In diverse epoche dell’era cristiana si è parlato del ritorno del Messia e molti, non discernendo i segni dei tempi non ancora maturi, si sono dati ad ogni sorta di speculazioni disorientando sia i credenti che i profani. Prima dell’anno mille gli uomini furono in preda ad un grande panico per la predicazione del clero cattolico, allora il solo riconosciuto, che asseriva che il mondo era prossimo al suo annichilimento.
Tutti, ma principalmente la coscienza della nobiltà carica di soprusi ed abusi, di misfatti e di ipocrisia, furono grandemente scossi dall’annuncio del ritorno del Signore. Vi fu allora una gara di pentimento, ipocrita senza dire, per la quale, specialmente i nobili, andavano a depositare le loro ricchezze nelle mani del clero cattolico con la speranza di ricevere la remissione dei peccati ed una tacita, se pur illusoria, tranquillità d’animo, onde evitare castighi e pene severissime. L’errata impostazione del ritorno del Signore nell’anno mille fruttò alla chiesa ingenti quantità di denaro e di beni che permisero al clero l’erezione di grandi cattedrali e la costruzione di magnifici palazzi vescovili. Ma appena passato l’anno mille e non verificatosi il ritorno del Signore, la nobiltà incominciò a reagire, ad essere turbolenta e perfino a reclamare le somme e le ricchezze depositate. Il clero per tacitare tali sentimenti ostili disse che si era ingannato e che il Signore sarebbe ritornato per l’anno 1040. Ma anche questa data vide la mancanza del suo ritorno e per tenere a bada la nobiltà inquieta si iniziarono le grandi crociate per la liberazione di Gerusalemme e del Santo Sepolcro dalle mani dei turchi. Così molti nobili cavalieri si tennero occupati da un entusiasmo religioso tanto cieco quanto privo di valore spirituale. Più tardi un certo Russel con l’aiuto della cronologia, fissò il ritorno del Signore per l’anno 1874. Il Signore si sarebbe fermato nell’universo per dimorare nella nostra atmosfera terrestre. Secondo la cronologia di Russel il 1914 sarebbe stato l’anno dell’inaugurazione del regno millenario. Ricordiamoci dei credenti di Tessalonica che ritenevano la venuta di Cristo così vicina che avevano deciso di cessare ogni lavoro e attività in attesa del suono della tromba annunziante il ritorno del Signore. Ma perché Cristo è mancato a tutti questi appuntamenti ? Perché queste impostazioni si sono rivelate errate ? La risposta è semplice. Prima di tutto nessuno sa quando lui torna ( Marco 13:21-22) e quindi è cosa vana voler stabilire date; secondo perché le epoche predette, comprese quella dell’anno mille erano prive delle condizioni previste per il grande ritorno. Se è vero che non possiamo sapere il giorno della sua apparizione è anche vero che egli ci chiama ad essere vigilanti per discernere i tempi speciali della sua venuta. Certo queste false aspettative, aggravate dai maniaci delle date, hanno gettato discredito sul ritorno di Cristo. Non per questo però, dobbiamo permettere al falso di metterci a tacere. Questo grande evento non può essere messo da parte per l’errata e prematura interpretazione di alcuni uomini. Né le predette sono state le uniche false impostazioni del ritorno di Cristo. Per alcuni la morte è il suo ritorno. A tale errata asserzione ricordiamo che la Bibbia precisa: la morte è il salario del peccato ( Rom. 6:23), il ritorno del Signore libera dal peccato ( I Tess. 4:17); l’esperienza della morte è dolorosa ( Giov. 11:31), il ritorno del Signore è gioioso; alla morte il corpo è seminato corruttibile, al ritorno del Signore è risuscitato incorruttibile e glorioso ( I Cor. 15:42-43 e I Tess. 4:16-17). Un’altra interpretazione considera la seconda venuta di Cristo come un progresso materiale, come un processo, contemporaneamente all’avanzamento della civiltà, alle invenzioni scientifiche, alle scoperte. Ma questa interpretazione è priva di qualsiasi fondamento biblico. Alcuni fanno coincidere la seconda venuta del Signore con la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. In quell’occasione i morti non risuscitarono, i credenti vivi non furono rapiti e diversi anni dopo troviamo Giovanni che ancora attende il ritorno del Signore ( Ap. 22:20; Giov. 21:22-23). Inoltre Ap. 20:5-6 descrive un regno di pace e di giustizia che seguirà il ritorno del Signore, regno che non si è manifestato dopo la distruzione di Gerusalemme. Altri hanno identificato la seconda venuta del Signore con la venuta dello Spirito Santo alla Pentecoste. Occorre considerare che alla Pentecoste c’è stata una spirituale venuta di Cristo ma non da identificarsi con la seconda venuta del Signore in quanto diverse promesse sulla seconda venuta di Cristo vennero fatte dopo la Pentecoste; inoltre alla discesa dello Spirito Santo Cristo viene a
stare con i credenti, al Suo ritorno Egli ci rapisce perché stiamo con Lui ( Giov. 14:3;21-23); alla discesa dello Spirito Santo Egli non trasforma il corpo della nostra umiliazione ( Fil. 3:20-21), non si ode “ grido di Arcangelo “ o “ tromba di Dio “ , non v’è resurrezione e né traslazione dei credenti. Anche la conversione del peccatore, per qualcuno è da considerarsi quale seconda venuta di Cristo. Ma Cristo non accoglie presso di sé il peccatore convertito, ma viene ad abitare con e in lui.. Infine alcuni teologi insegnano che Gesù Cristo non tornerà mai su questa terra in maniera corporale e visibile ma che essa è invisibile, spirituale e continua, cioè che Cristo viene in questo mondo via via che ne prende possesso. Costoro dimenticano che è scritto che egli ritornerà nella medesima maniera di come è andato in cielo ( Atti 1:11). Iddio, mandando Gesù, aveva adempiuto la promessa fatta ai padri, e i giudei avevano adempiuto le parole dei profeti condannandolo. Ma prima della Sua morte, Colui che era stato promesso lasciò Egli pure una promessa. I discepoli che Egli amava erano rimasti attorno a Lui, il traditore, Giuda, li aveva da poco lasciati; l’ombra terribile della croce era a qualche passo da loro e il Signore l’aveva loro indicata. Gli apostoli ascoltavano addolorati le sue parole di addio: “ Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me “. Gesù fa loro una promessa e li invita a credere che Egli l’adempirà. Vedendo i loro volti rattristati li rassicurò dicendo: nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo’ a prepararvi un luogo, e quando sarà andato e vi avrò preparato un luogo tornerò e vi accoglierò presso di me affinché dove sono io siate anche voi “ ( Giov. 14:2-3). La promessa è chiara è contenuta in quelle parole “ io tornerò “. Egli ritornerà così come era là, in messo ai discepoli, lo stesso Gesù di Nazaret, in forma reale, tangibile, visibile e riconoscibile. Egli non può ingannare i suoi facendo credere una cosa per un’altra. Egli deve ritornare personalmente e visibilmente, Egli ha dato la sua parola, Egli ritornerà. La preghiera sacerdotale ( Giov. 17) non concerne soltanto i discepoli che lo udivano, ma tutti i riscattati; il desiderio del Signore di avere i suoi nella gloria si applica dunque a noi pure, vuole che siamo con Lui e condividiamo la sua gloria. Affinché la promessa potesse compiersi, occorreva che Egli andasse a “ prepararci un posto ”. Doveva aprirci la via del cielo per mezzo della sua morte espiratrice alla croce, della sua resurrezione e della sua assunzione. Infatti l’uomo naturale non poteva affatto entrare nel cielo. Ora , Cristo vi è entrato dopo la sua resurrezione nel suo corpo d’uomo e non soltanto in ispirito, come era prima di venire sulla terra. Ed è col suo corpo d’uomo che è seduto ora alla destra del Padre, e grazie a questo fatto l’entrata al cielo è aperta a tutti quelli che credono in Lui. E’ in questo che ci ha preparato un posto nella casa del Padre suo.
COME CRISTO RITORNERA’ – IL RAPIMENTO DELLA CHIESA
L’Apostolo Paolo mette in guardia i fratelli di Tessalonica contro la tendenza di molti ad abbandonarsi all’inutile contristarsi della dipartenza dei loro cari, come se essi fossero perduti e non vi fosse più nessuna speranza, e li assicura che “ quelli che si sono addormentati in Cristo “ ritorneranno in vita, quando il Signore stesso apparirà nella sua eterna gloria. “ Noi vi diciamo questo per Parola del Signore, egli dice, che noi, i viventi che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati “. Cosicché quelli che si troveranno viventi quando il Signore apparirà sulle nubi del cielo, non morranno, come pure quelli che sono morti durante la lunga storia di questo mondo non entreranno nella gloria prima di questo grande evento. “ Poiché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’Arcangelo, e con tromba di Dio, discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno i primi; poi , noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore “ ( I Tess. 4:16-17).
In Atti 1:9-11 è scritto : “ E dette queste cose, mentr’essi guardavano, fu elevato; e una nuvola accogliendolo, lo tolse dinanzi agli occhi loro. E come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentr’Egli se ne andava, ecco che due uomini in vesti bianche si presentarono loro e dissero : Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo ? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo “.
COME SARA’ LA GLORIOSA APPARIZIONE DI GESU’ CRISTO ?
Gesù fu rapito in cielo corporalmente, ora Egli deve ritornare corporalmente, perché Egli non ha spogliato la propria umanità di cui si era rivestito per salvarci. Per i credenti è una grande consolazione il considerare che il Signore conserva anche nell’eternità l’umanità della quale si era rivestito per salire sulla croce. Colui che regna sull’universo è uno simile a noi; Egli ci accoglie nel Suo cielo, dove senza di Lui saremmo smarriti, e ci dà un posto sul Suo trono. Al suo ritorno Egli sarà visibile, in quel giorno tutti gli uomini viventi sulla terra avranno gli occhi volti verso di Lui: i credenti lo acclameranno; i Giudei lo riconosceranno ( Zacc. 12:10; Matt. 23:39); gli increduli, vedendolo, tremeranno ( Ap. 1:7). Gesù ritornerà sulle nuvole, cioè dall’alto. Non saranno gli uomini che lo coroneranno re e stabiliranno il Suo regno sulla terra, sarà invece dal cielo che il Signore apparirà. Gesù verrà sulle nuvole del cielo, e non dalla profondità della nostra terra apostata. In Ap. 1:7 è detto: “ Ecco Egli viene con le nuvole “. Possiamo dire che Gesù ritornerà accompagnato dalle nuvole del giudizio che minacciano il mondo. Già da ora è possibile scorgere all’orizzonte nuvole minacciose, preparazione di una tempesta di cui la Bibbia dettagliatamente ci informa. Il Signore verrà all’improvviso a prendere la Sua Chiesa. Ma la Sua venuta sarà improvvisa anche per il mondo che non tiene conto degli avvenimenti profetici. Gesù ritornerà circondato di gloria. La sua prima venuta fu nell’umiltà, la seconda rivelerà al mondo intero la Sua gloria divina. Gesù Cristo è entrato nella gloria eccelsa il giorno della sua ascensione al cielo, ed apparirà rivestito di questa gloria quando verrà per giudicare e regnare quaggiù. Il Signore verrà con tutti i suoi angeli. Il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza ( II Tess. 1:7); “ Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per far giudizio contro tutti “ ( Giuda 14:15). Gesù Cristo verrà con tutti i Suoi santi. La Chiesa, rapita, che sarà stata introdotta nel cielo per celebrare le nozze dell’Agnello, coronata di gloria ridiscenderà con Lui, per partecipare al Suo giudizio e per regnare con Lui. Zaccaria 14:5 dice : “ E l’Eterno, il mio Dio verrà, e tutti i suoi santi con lui “. Il Signore presenterà così la Sua Sposa a tutto l’universo e la consolerà delle sofferenze, delle persecuzioni subite. Gesù poserà i suoi piedi sul monte degli Ulivi ( Zacc. 14:3-4). E’ in quello stesso luogo dove Egli soffrì l’agonia del Getsemani e da dove è salito al cielo che Egli ritornerà. La discesa del gran Vincitore su questo luogo predestinato ricondurrà infine la gloria dell’eterno sulla terra. Infatti vedremo che, durante il millennio, essa splenderà da Gerusalemme sul mondo intero.
Il ritorno di Cristo è duplice: non si tratta di due venute, ma di due stadi di una sola venuta.
Primo stadio: nell’aria, per i Suoi Santi, il rapimento. In questa prima fase, il Signore verrà a prendere i suoi, senza discendere tuttavia giù sulla terra. Gli andremo incontro nell’aria ( I Tess. 14:16-17), egli non sarà visto dal mondo. La vera base di operazione del nemico è nell’aria. E’ di la che le potenze demoniache governano il mondo
presente. Satana, il loro capo è per questo chiamato “ il principe della potestà dell’aria “ ( Ef. 2:2; 6:12). Ora, è in questo luogo della sua potenza, nel quartiere generale del nemico vinto, che avrà luogo l’incontro del vincitore con i suoi eserciti vittoriosi. Il trionfo non può essere più completo. Il Signore si presenterà come lo Sposo che viene a prendere la sua Sposa diletta, l’incontro sarà qualcosa di intimo, nessun estraneo a questa festa potrà gettarvi neppure uno sguardo. E anche per questo motivo che il Signore stesso verrà a prendere i suoi. Egli desidera così ardentemente unirsi alla sua sposa che non vuole affidare a nessun altro il compito di condurla a Sé. Egli aspetta da secoli questo giorno, giorno in cui raccoglierà finalmente il frutto del travaglio dell’anima sua. Egli verrà con grido di comando, quello stesso grido che un tempo trasse l’universo dal nulla o che strappò Lazzaro dalla tomba e che alla fine dei tempi creerà nuovi cieli e nuova terra. Tutti risponderanno subito a quell’appello, anche i riscattati che dormono nella tomba. Attirati come da una potente calamita, tutti i santi, morti e viventi, saranno irresistibilmente rapiti da questa terra ad incontrare il Signore nell’aria. La “ tromba di Dio “ è un’immagine che esprime che il segnale risuonerà ovunque anche nelle tombe e sarà udito da tutti quelli a cui sarà indirizzato. Questa tromba non ha nulla in comune con quelle menzionate in Apocalisse che annunziano diversi giudizi ( Cap. da 8 a 11). Essa annunzia invece la liberazione e la felicità dei riscattati, la gloria del cielo condivisa con Cristo. “ L’ultima tromba “ citata in I Cor. 15 è un’immagine che si rapporta agli usi militari romani. Vi erano tre segnali successivi che annunziavano l’ordine di partenza: il primo significava che i soldati dovevano levare il campo, il secondo, che dovevano mettersi in ordine di marcia e infine, il terzo equivaleva al nostro attuale “ Avanti march “. Tutti questi segnali erano trasmessi da suoni di tromba. Il primo segnale, per noi credenti, fu quello che risuonò quando l’Evangelo fu annunziato, invitante gli uomini ad uscire dal campo del peccato ed a convertirsi. Il secondo colpo di tromba fu l’annunzio del prossimo ritorno del Signore, segnale che risuonò circa due secoli fa e che si fa udire sempre più in seno alla cristianità. Non manca che l’ultimo segnale: la voce del Signore stesso, che chiama i suoi incontro a Sé.
Secondo stadio: sulla terra, coi Suoi Santi, la rivelazione. In questo stadio del Suo ritorno, Cristo verrà sulla terra, tutti lo vedranno, verrà con gli angeli e con i santi, verrà in Palestina, poserà i suoi piedi sul Monte degli Ulivi, a liberare Israele, a punire il mondo, a giudicare le nazione, condurrà i santi a regnare e porterà la pace perfetta.
Diversità fra le due “ fasi “ del Suo RitornoPrima fase del Suo ritorno Seconda fase del Suo ritorno RAPIMENTO APPARIZIONE
Gesù viene nell’aria Gesù viene sulla terraViene come Sposo Viene come Re Viene in segreto Viene in pubblico Riveste un carattere familiare Riveste un carattere legale Viene prima della 70° settimana Viene alla fine di essa Viene per portarci in cielo Ci riconduce sulla terra Chiude quest’era di Grazia Inizia il Suo regno sulla terra
In relazione al rapimento della Chiesa, uno dei punti più controversi tra i credenti è questo: sarà la Chiesa rapita prima dei giudizi descritti nell’Apocalisse, ovvero dovrà essa attraversare la grande tribolazione ? Per rispondere a questa domanda, considereremo un certo numero di passi delle Scritture i quali mostrano chiaramente che il rapimento dei credenti incontro al Signore deve necessariamente e senza alcun dubbio aver luogo prima della grande tribolazione. La venuta del Signore costituirà appunto il preludio degli avvenimenti che si svolgeranno durante i tempi della fine e precederanno l’insediamento del regno millenario. Il rapimento della Chiesa deve essere compiuto prima dei giudizi apocalittici. Infatti, il Signore metterà la sua sposa diletta al riparo da questi, secondo la promessa rivolta all’assemblea di Filadelfia : “ Perché tu hai serbata la parola della mia pazienza, anch’io ti guarderà dall’ora della prova che ha da venire su tutto il mondo, per mettere alla prova quelli che abitano sulla terra “ ( Ap. 3:10). Nel testo originale significa: “ Io ti guarderò fuori dell’ora della prova “, e non “attraverso l’ora della prova “. Nel secondo capitolo della seconda lettera ai Tessalonicesi ai versi 6-8 è scritto : “ E ora voi sapete ciò che ritiene ond’egli sia manifestato a suo tempo. Poiché il mistero dell’iniquità è già all’opera soltanto v’è chi ora ritiene, e lo farà finché sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio, che il Signor Gesù distruggerà col soffio della sua bocca “. Risulta chiaro da questo passo, che l’Anticristo, l’agente principale della gran tribolazione, non potrà essere rivelato prima che i santi siano stati rapiti. Due ostacoli devono essere prima soppressi perché egli possa apparire. Il primo è chiamato “ ciò che ritiene “ è il fatto che la Chiesa è ancora quaggiù come una diga che ritiene il flusso saliente del male fino al giorno in cui il Signore l’accoglierà presso di sé. La potenza necessaria per questo procede dallo Spirito Santo che abita in lei. “ Colui che ritiene “ designa precisamente lo Spirito Santo che, non essendo più sulla terra dal giorno in cui la Chiesa sarà stata rapita non si opporrà più allo straripamento dell’errore. L’Anticristo non potrà essere manifestato prima. Preziosa consolazione per i diletti del Signore ! Occorre precisare comunque che lo Spirito Santo benché non sia più presente sulla terra come Persona divina, agirà ancora, specialmente in seno ad Israele durante la grande tribolazione, per condurlo alla conversione ( Zacc. 12:10; Ezec. 39:29; Isaia 59:20-21). Così pure, molte persone, d’infra le nazioni, saranno salvate per mezzo della predicazione dell’Evangelo del regno, ciò che non sarebbe possibile senza l’opera dello Spirito. Bisogna dunque ammettere che il ministerio suo, continuerà sulla terra anche dopo il rapimento della Chiesa, come d’altronde prima della Pentecoste, periodo durante il quale delle anime nascevano dallo Spirito.
Un altro passo che ci fa comprendere che il rapimento della Chiesa sarà prima della grande tribolazione lo troviamo in Matt. 24:14 e in Ap. 11, dove si nota che l’Evangelo del regno sarà annunziato e non più l’Evangelo della grazia, com’è predicato oggi. Mentre lo scopo dell’Evangelo della grazia è di condurre dei peccatori ad accettare la salvezza e a far di essi delle membra del corpo di Cristo, l’Evangelo del regno sarà annunziato in vista di conquistare delle anime per il regno terrestre di Cristo. I mezzi e gli scopi sono diversi, pertanto non è concepibile che due Evangeli diversi siano annunciati ad un tempo da parte di Dio; a quale dei due dovrebbero credere gli uomini ? E’ impossibile che sia così ; per conseguenza, è escluso che la chiesa sia ancora sulla terra all’epoca in cui sarà predicato l’Evangelo del regno. Inoltre, prima dei giudizi ( Ap. 6), nei cap. 4 e 5 troviamo tutti i credenti riuniti nel cielo alla venuta del Signore; tale famiglia celeste è simboleggiata dai 24 anziani che circondano il trono di Dio, rappresentanti tutti quelli che sono stati riscattati da ogni tribù, lingua, popolo, e nazione, e che debbono regnare sulla terra con Cristo. Aspettando l’arrivo di quel gran giorno essi cantano nel cielo un cantico nuovo alla gloria dell’Agnello ( Ap. 5:9-10). Durante tutto il corso dei giudizi che si abbatteranno sulla terra, essi non lasciano il cielo. E’ questa una prova supplementare che la Chiesa sarà raccolta presso il Signore prima del periodo dei giudizi della fine. Infine, parecchi passi della Parola dichiarano espressamente che il Signore sarà accompagnato dai suoi santi quando apparirà in gloria per eseguire i giudizi contro gli increduli ( I Tess. 3:13; II Tess. 1:10; Col. 3:4; Zacc. 14:5; Giuda 14). Dunque essi saranno stati rapiti prima presso di lui. Gesù non sarà per loro il giudice come lo sarà per gli abitanti della terra che dovranno subire “ l’ira dell’Agnello “ ( Ap. 6:16). Quest’ira designa decisamente i terribili giudizi che saranno eseguiti sui malvagi, mentre i riscattati ne sono liberati. “ Gesù che ci libera dall’ira a venire “ ; “ Poiché Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo ( I Tess. 1:10;5-9). D’altronde nessuna delle epistole parla in particolare della gran tribolazione, ciò si spiega col fatto che la Chiesa non avrà da attraversarla. Questo non significa affatto che i cristiani non siano chiamati a soffrire sulla terra prima della venuta del Signore. La Parola ci insegna, infatti, “ che per molte afflizioni ci conviene entrare nel regno di Dio “ ( Atti 14:22) e che “ è giunto il tempo in cui il giudizio ha da cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio ? “ ( I Pietro 4:17). In questi ultimi anni molte sono le persecuzioni e i giudizi che si sono abbattuti tra credenti, tuttavia queste prove hanno luogo in un periodo in cui la grazia è ancora in pieno esercizio, mentre i giudizi che caratterizzeranno la gran tribolazione supereranno tutto ciò che si è visto precedentemente. In Matt. 24:21 il Signore stesso l’annuncia: “ Perché allora vi sarà una grande afflizione ; tale che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora né mai più vi sarà “. Se il rapimento avesse luogo dopo la tribolazione, ci dovremmo domandare quali credenti rimarrebbero vivi sulla terra per diventare i sudditi del Millennio. E’ detto in particolare che tutto il residuo del popolo giudeo si convertirà a Gesù Cristo nella fornace di questa tribolazione ( Zacc. 12:10; 13:8-9). Se questi Giudei convertiti fossero rapiti con la Chiesa, non rimarrebbe alcuno per esercitare sulla terra la parte importante che loro è stata promessa dalle profezie. Inoltre Paolo in II Cor. 5:20 dice che in questo mondo i credenti sono gli ambasciatori di Dio che supplicano i peccatori di riconciliarsi con Lui. Quando Iddio avrà richiamato i suoi ambasciatori, precedentemente licenziati ed oltraggiati, allora si scatenerà la terribile repressione che terminerà col trionfo definitivo della Sua causa. Alcuni credenti pensano che la Chiesa sarà rapita dopo la grande tribolazione. Essi citano alcuni passi del Nuovo Testamento che sovrappongono al ritorno del Signore la ricompensa dei giusti ed il castigo degli empi, senza fare distinzioni quanto al tempo. Infatti secondo Matt. 13:30 e 41-43, alla fine del mondo la zizzania sarà gettata nel fuoco mentre il grano sarà ammassato nel granaio;
ancora Paolo dice che Dio riserva per il giorno del Suo giusto giudizio la vita eterna agli uni e lo sdegno della sua ira agli altri. ( Rom. 2:5-9); oppure che Cristo apparirà dal cielo per dare il riposo ai credenti, e il castigo eterno agli increduli ( II Tess. 1:6-10). Vogliamo però ricordare che un simile procedimento era già usato nell’Antico Testamento: troviamo spesso sovrapposte nello stesso passo le due venute di Gesù Cristo ( Is. 9:5-6; 61:1-2; Zacc. 9:9-10; Mal. 3:1). Pertanto queste due venute saranno separate l’una dall’altra da almeno 19 secoli. Tanto più nel Nuovo Testamento alcuni passi che ci parlano della liberazione della Chiesa e del giudizio finale delle nazioni possono essere separati l’uno dall’altro da soli tre anni e mezzo della tribolazione. Pensiamo ad esempio due vette di una catena di montagne che in distanza appaiono unite, mentre in realtà sono separate da una profonda valle. Altri credenti affermano che i veri soldati di Cristo non dovrebbero evitare di soffrire per il loro Maestro e si domandano perché Iddio dovrebbe permettere che la Chiesa non attraversi la tribolazione. Come abbiamo accennato precedentemente il giudizio e la sofferenza dovranno cominciare dalla casa di Dio ( I Pietro 4:17); così i credenti avranno l’occasione di dimostrare la propria fedeltà per il Signore, prima del rapimento. Giunto al termine della Sua pazienza, il Signore abbandonerà per breve tempo l’umanità ribelle nelle mani dell’avversario, ma prima di questa terribile prova toglierà dalla terra i membri del Suo corpo. I santi perseguitati dall’Anticristo, menzionati da Daniele e dall’Apocalisse, sarebbero in questo caso i Giudei ed i Gentili che si convertiranno dopo il rapimento della Chiesa. Dopo aver esaminato questa controversia questione, vorremmo consigliare di guardarci dall’essere troppo assolutisti riguardo a punti che soltanto il futuro chiarirà completamente. Non facciamo polemiche contro coloro la cui opinione differisce dalla nostra, andiamo avanti per la luce che abbiamo ricevuto. Ciò che conta più d’ogni altra cosa è che noi siamo pronti al rapimento che presto o tardi arriverà. Una cosa è certa : tanto tra i morti quanto tra i viventi, non tutti parteciperanno al rapimento. E' precisato in Luca 17:34-35 che : “ Due saranno in un letto, l’uno sarà preso, e l’altro lasciato. Due donne macineranno insieme; l’una sarà presa e l’altra lasciata “. Per essere presi dal Signore occorre: Essere “ in Cristo “, cioè aver ricevuto la salvezza e la vita di Cristo mediante la fede ( I Cor. 15:22-23; Col. 3:3-4). Aver ricevuto lo Spirito Santo e lasciar brillare la sua fiamma. A tal proposito nella parabola delle dieci vergini è evidente che tutti quelli che credono in Gesù Cristo ricevono il suo Spirito ed hanno l’olio nella loro lampada; per contro, quelli che non hanno lo Spirito di Cristo, non Gli appartengono ( Rom. 8:9). E’ possibile, purtroppo, avere una lampada senza olio, avere cioè un’apparenza di pietà e di fede senza averne la realtà, come i religiosi che hanno una bellissima apparenza ma non hanno fatto l’esperienza della nuova nascita. I credenti non devono essere tiepidi ed ostacolare lo Spirito Santo impedendogli di prepararli al rapimento, dimostreranno di non essere sinceri e saranno lasciati sulla terra per esservi giudicati. Essere fedeli nel servizio di Dio. Tutti siamo dei servitori a ciascuno dei quali il Padrone ha affidato dei talenti secondo le capacità d’ognuno. Soltanto coloro le cui opere avranno dato gloria al Signore sulla terra, saranno partecipi del rapimento. Essere fra i vincitori. Il Signore farà vincitori tutti quelli che lo amano veramente. Egli non perderà nessuno di quelli che Dio gli ha dati. Rimarranno indietro solo i falsi credenti e gli uomini ipocriti e superficiali, che malgrado la loro apparente religiosità non sono mai stati rigenerati. Noi crediamo che al Suo ritorno, Gesù Cristo verrà a prendere tutti i Suoi veri figliuoli, tutti i membri del Suo Corpo. La Chiesa è una, il Corpo forma un tutto. Non si potrebbe concepire che alcuni dei Suoi membri rimangano a soffrire sulla terra, mentre nel cielo vengono celebrate le nozze dell’Agnello. Egli è fedele di completare la nostra preparazione in vista del Suo ritorno, ma noi facciamo la nostra parte: vegliamo, preghiamo, santifichiamoci, lavoriamo con la forza dello Spirito, affinché “ quando Egli apparirà abbiamo confidanza e alla Sua venuta non abbiamo da ritirarci da Lui coperti di vergogna ( I Giov. 2.28). |

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