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LA RISURREZIONE DEI MORTI
La morte è la separazione dell’anima dal corpo e l’introduzione dell’uomo nel mondo invisibile. Viene definita come il sonno (Giov. 11:11); la deposizione di questo tabernacolo (2 Pietro 1:14); essere raccolti al proprio popolo (Gen. 49:33); scendere nel silenzio (Sal.115:17); rendere lo spirito (Atti 5:10); ritornare nella polvere (Gen. 3:19); dipartita (Fil. 1:23). Essa non rientrava nel piano iniziale di Dio, che aveva creato l’uomo a sua immagine, facendo di lui “un’anima vivente”. Nel paradiso, l’albero della vita gli avrebbe permesso di vivere eternamente. La morte è stata il salano della disubbidienza agli ordini divini e sarà l’ultimo effetto del peccato dal quale saremo salvati. Il Salvatore ha abolito la morte ed ha portato la vita e l’immortalità per mezzo dell’Evangelo. La morte viene annullata come sentenza di condanna e la vita viene offerta a tutti. Per quanto la morte continui ad esistere, essa diventa la porta della vita per coloro che accettano Gesù. La morte è fisica, poiché il nostro corpo ritorna alla polvere, ma è anche, e soprattutto, spirituale. Il termine “immortalità”, che troviamo nelle Scritture, significa “non soggetto alla morte” ed è applicato al corpo (l’anima lo è già immortale), con riferimento alla sua risurrezione (I Cor.15:53- 54). Per il credente, alla morte fisica, la morte spirituale ( che è la separazione da Dio ) non esiste più. Ha ricevuto la vita eterna, essendo passato per fede dalla morte alla vita ( Giov. 5:24). Gesù dichiara: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morrà mai” ( Giov. 11:25-26). In Ap. 14:13 è detto: “Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore”. Per l’apostolo Paolo “andare ad essere con Cristo è cosa molto migliore” ( Fil. 1:21-23). Per l’empio invece è cosa terribile cadere tra le mani del Dio vivente, essere sottoposto al suo giudizio. Chi non ha accettato il perdono di Dio muore nel suo peccato. Sin dal momento della morte, l’impenitente entra in un luogo di tormenti, nel pieno possesso delle sue facoltà e della sua memoria, separato mediante un abisso invalicabile dal luogo della felicità, senza possibilità di soccorso (Luca 16:19-31). Le Scritture ci parlano anche di una seconda morte. La prima morte è quella attraverso la quale gli uomini lasciano questa terra; la seconda, quella che colpisce gli impenitenti dopo il giudizio finale. Essa è sinonimo d’inferno, per ben due volte l’Apocalisse dichiara che la “morte seconda e lo stagno di fuoco” (Ap.20:14; 21:8). Nello stagno di fuoco, lungi dall’essere annientate, le anime sono tormentate giorno e notte, nei secoli dei secoli.
LO STATO INTERMEDIO
I giusti non riceveranno la loro ricompensa finale, né gli empi avranno la loro punizione finale, che dopo la loro rispettiva risurrezione; sia gli uni che gli altri sono in uno stato intermedio, in attesa che i loro corpi risuscitino ed essi ricevano il loro premio o la loro condanna definitiva. I Cristiani vanno “a stare con il Signore”, il loro è uno stato di riposo (Atti 14:13), di attesa (Ap.6:10-1 1), di attività (Ap.7:l5) e di santità (Ap.7:14). Anche gli empi passano attraverso uno stato intermedio, nel quale attendono la loro posizione finale; la riceveranno dopo il giudizio del Trono Bianco, quando la morte e l’Ades saranno vuotate nel lago di fuoco (Ap. 20:14). Riguardo allo stato intermedio vi sono diverse opinione errate tra le quali: 1) Purgatorio. La Chiesa Cattolica Romana insegna che anche i fedeli hanno bisogno di un processo di purificazione prima di essere degni di entrare alla presenza di Dio. Tale luogo non esiste; tutti i passi sull’aldilà non presentano che due soluzioni, il cielo e l’inferno, la strada larga e quella stretta, la zizzania gettata nella fornace e il grano messo nel granaio, le vergini folle fuori e le avvedute dentro, i maledetti nel fuoco eterno, i benedetti nella vita eterna. L’uomo è giustificato gratuitamente per grazia mediante la fede, senza le opere (Rom.3:23-28). Non sono quindi le sofferenze di un “purgatorio” che espiano il peccato abolito alla croce e dal quale solo il sangue di Gesù ci purifica interamente (I Giov. 1:7-9). 2) Spiritismo. Insegna che possiamo comunicare, attraverso un medium, con gli spiriti che si sono dipartiti. La Bibbia proibisce di consultare gli spiritisti, essendoci del male e del pericolo in detta pratica E’ inutile che gli spiritisti citano l’esempio di Saul, perché quest’ultimo morì per aver consultato una pitonessa (1Cr. 10:13). Inoltre i morti sono sotto il controllo di Dio, il Signore della vita e della morte, e non possono quindi essere soggetti ai medium. Gli spiritisti citano il caso della pitonessa che fece salir fuori Samuele e l’apparizione di Mosè ed Ella sul Monte della Trasfigurazione. Anche se Samuele apparve realmente a Saul, ciò avvenne per il permesso divino; lo stesso si può dire di Mosè ed Elia. Il racconto di Lazzaro e del ricco (Luca 16) prova che non è consentito, a coloro che si sono dipartiti da questa terra, comunicare con i viventi. Occorre dire però che nonostante il fenomeno dello spiritismo sia un inganno, qualche realtà c’è in esso. Poiché i defunti sono sottoposti al controllo di Dio e non possono comunicare con i viventi, queste manifestazioni spiritiche sono dovute o all’azione di strane forme psichiche che si ignorano, oche i messaggi vengono da spiriti seduttori e mendaci(I Re 22:22;I Tim.4:1). 3) Sonno dell’anima. Diversi gruppi credono che l’anima dei giusti rimanga in uno stato di inconsapevolezza fino alla risurrezione; questa teoria viene conosciuta come “il sonno dell’anima”. La Bibbia tra le altre definizioni descrive la morte come un sonno (Giov. 11:11 ),ma questo perché il credente perde coscienza di un mondo di stanchezza e di sofferenze e si risveglia in un mondo di pace e di splendore. L’Antico Testamento insegna che mentre il corpo entra nella tomba, lo spirito, che si diparte, entra nello “Sheol”, la dimora degli spiriti dipartiti, dove vive una consapevole esistenza.
Le Scritture ci insegnano che quando un cristiano muore, egli muore quanto alla carne, ma la sua anima si diparte dal corpo e va abitare col Signore nei luoghi altissimi, pienamente cosciente. Diversi passi ci attestano che quando si muore nel Signore si va ad abitare con il Signore nel suo regno celeste. L’apostolo Paolo scrivendo ai Corinzi affermava di aver più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore, oppure ai Filippesi scriveva di avere desiderio di partire e d’essere con Cristo. L’apostolo Pietro parla della sua prossima morte come dipartenza, ovvero c’è qualcosa nel corpo che parte da questi quando esso muore. E non solo, se l’anima si diparte ci sarà pure un luogo dove andrà perché altrimenti non avrebbe senso di parlare di dipartenza, e noi sappiamo che questo luogo è il paradiso, il terzo cielo, dove fu rapito l’apostolo Paolo e dove egli “udì parole ineffabili che non è lecito all’uomo di proferire” ( 2 Con 12:4). L’apostolo Giovanni in Ap.6:9-1 1 descrive le anime dei credenti, che erano stati messi a morte sulla terra, come coscienti e in cielo; a costoro fu detto di riposarsi ancora un poco, queste anime quindi stavano riposandosi. Dunque chi entra in cielo “ si riposa anch’egli dalle proprie opere, come Dio si riposò dalle sue” (Ebrei 4:10). Paolo dice a Timoteo: “Se moriamo con lui, con lui anche vivremo” (2 Tim. 2:11). Se noi moriamo quindi nella fede, andremo a vivere in cielo con Cristo; e questo subito dopo la morte. Alla risurrezione poi (che avverrà al ritorno di Cristo dai cielo), noi otterremo un corpo incorruttibile che rivestirà la nostra attuale anima e con esso usciremo dai sepolcri dopo che la nostra anima tornerà in esso, e con quel nuovo corpo continueremo a vivere con il Signore. La Parola di Dio insegna inoltre che esiste un luogo di tormento nel mondo invisibile, nel cuore della terra, un luogo terribile e spaventevole dove arde del continuo il fuoco e dove c’è il pianto e lo stridore dei denti e nel quale scendono le anime dei peccatori che non si sono ravveduti dai loro peccati e non hanno creduto all’Evangelo della grazia di Dio. Nell’Antico Testamento è detto che tutti coloro che muoiono, giusti o malvagi che siano, vanno nello Sheol. In Luca 16 comprendiamo che nello Sheol o Ades esistono due patti: l’una viene chiamata “Seno d’Abramo”, era la dimora dei giusti ed era identica al Paradiso Al momento della risurrezione di Cristo questa parte fu svuotata dai suoi abitanti che furono trasferiti alla destra di Dio (Ef. 4:8); essi erano i santi dell’Antico Testamento che per fede avevano offerto il sangue di animali, guardando in avanti alla non ancora compiuta opera della croce. Nell’altra parte c’era la dimora dei peccatori, i quali erano in attesa del giudizio. Nell’episodio di Luca notiamo che quell’uomo era cosciente, soffriva il calore della fiamma ardente, chiedeva pietà, ma come lui si era mostrato impietoso durante la sua vita terrena, così Dio si mostra impietoso verso di lui dopo che egli mori. In questo vediamo la manifestazione della giustizia di Dio. Egli, anche sotto l’Antico Patto, non lasciava impuniti quelli che rifiutavano di dare ascolto alla legge di Mosè e ai profeti. Altri passi confermano l’esistenza del soggiorno dei morti dove vi scendono gli empi quando muoiono: Nel Salmo 9:17 è scritto: “Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti, sì, tutte le nazioni che dimenticano Iddio”; a quelli che confidano nelle loro ricchezze il Salmista scrive: “Son cacciate come pecore nel soggiorno dei morti; la morte è il loro pastore” (SaI. 49:14); Giobbe parlando degli empi, disse: “Passano felici i loro giorni poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti” ( Giobbe 21:13). Questo luogo è tenebroso, in esso l’empio è tormentato dalle fiamme, fuoco attizzato da Dio e che non si può spegnere in alcuna maniera.
LA RISURREZIONE
La risurrezione è l’infusione di una vita in qualche cosa da cui la vita è uscita. Nelle Scritture la parola risurrezione non si riferisce solo all’anima e allo spirito ma include chiaramente anche il corpo. A tale riguardo vi sono alcuni che addirittura negano che vi sarà una risurrezione vera e propria e corporale. Altri credono solamente nella risurrezione corporale di Cristo, non nel resto della razza. Altri, infine, fanno grande confusione su questo soggetto e perciò non sanno molto bene a che cosa credere. Mentre le Scritture affermano che una nuova vita viene data all’anima al momento della rigenerazione come per una risurrezione spirituale, esse dichiarano anche che, al momento della seconda venuta di Cristo, avverrà una risurrezione del corpo, e il corpo sarà riunito con l’anima e lo spirito, da cui, durante lo stato intermedio, è stata separata.
La risurrezione è insegnata nell’Antico Testamento: a) I rapimenti di Enoc e di Elia provano che gli amati dal Signore possono sfuggire alla tomba; b) Ezechiele nel Cap.37 dà una visione commovente della risurrezione di tuffo un popolo; c) Giobbe al Cap. 19:25-27 crede certamente in una risurrezione corporale e materiale; d) Il salmista sa che Dio lo trarrà dal soggiorno dei morti (Salmo 49:15); e) Isaia annuncia la vittoria definitiva sulla morte:” Rivivano i tuoi morti! Risorgano i miei cadaveri! Svegliatevi e giubilate, o voi che abitate nella polvere! Poiché la rugiada tua è come la rugiada dell’aurora, e la terra ridarà alla vita le ombre” (Is. 26:19); f) Daniele dice: ”E molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno, uni per la vita eterna, gli altri per l’obbrobrio, per una eterna infamia. Ma tu avviati verso la fine; tu ti riposerai, e poi sorgerai per ricevere la tua parte d’eredità alla fine dei giorni” (Dan.12:2,13);
g) La potenza di Dio trionfa sulla morte in tre risurrezioni (1 Re 17:21; 2 Re 4:34; 13:21)
La risurrezione è insegnata nel Nuovo Testamento: a) In Giov. 5:21 è scritto:” Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole”. Gesù Cristo insegnò che dobbiamo attendere una vita corporale scaturente dalla morte corporale e che dobbiamo attenderci che i corpi fisici degli uomini che sono caduti vittime della morte corporale siano risuscitati dai morti, per essere abitati dalla loro anima e dal loro spirito razionale; b) In Giov. 5:28-29 viene annunziata da Gesù; c) In I Cor. 15:22-23 viene presentata dall’apostolo Paolo; d) In Ap. 20:4-6,13,14 Giovanni vede in visione tornare in vita sia i martiri di Gesù, prima dell’inizio del millennio, che il rimanente dei morti, alla fine del millennio; e) In Giov. 11:4144 viene descritta la risurrezione fisica di Lazzaro; In sei casi di risurrezione (Luca 7:13-16; 8:55; Giov. 11:44; Matt. 27:52-53; Atti 9:40; 20:9- 10).Comunque ciascuna di queste persone richiamate in vita, ha dovuto morire di nuovo. Cristo soltanto è risuscitato definitivamente.
Perché è necessaria una risurrezione corporale?
Il corpo non è una prigione per l’anima, esso appartiene all’essenza dell’uomo. Senza il corpo l’uomo “è nudo” (2 Cor. 5:3). Inoltre Iddio ha fatto di questo corpo il tempio dello Spirito Santo in modo che non può essere lasciato deserto. Poiché il peccato ha provocato la separazione dello spirito e dell’anima dal corpo, senza una risurrezione corporale, qualche cosa degli effetti del peccato rimarrebbe nei riscattati. La continuazione di vita solo come puro spirito, sarebbe una continuazione parziale della vita e perciò una redenzione parziale. Dio non abbandona l’opera delle sue mani, Anche la materia è nata dal pensiero e dall’opera della sua potenza creatrice. Per questa ragione nessuna parte dei suoi riscattati può restare nella morte. Cristo considera la risurrezione dalla morte come il suo speciale compito di Salvatore, e infatti, egli stesso è la risurrezione vivente ( Giov. 11:25). “Niuno può venire a me se non che il Padre lo attiri, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giov. 6:44). Sarà un corpo reale, come Gesù alla risurrezione quando poteva essere visto e toccato, quando mangiava del miele o del pesce. Secondo la testimonianza del Signore stesso, questo corpo si compone di carne e ossa: “Guardate le mie mani e i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardatemi; perché uno spirito non ha carne ed ossa come vedete che ho io” (Luca 24:39). Il corpo dei credenti sarà reso conforme al suo corpo di gloria (Fil.3:21; 1 Cor. 15:49). Il corpo dell’uomo è soggetto alle malattie, a dolori di ogni genere, e si affatica quando compie degli sforzi fisici; questi sono i segni che dimostrano la sua debolezza, ma Dio darà ai santi, risorti in quel giorno, un corpo potente; il corpo dei santi è seminato debole, infatti esso è privo di ogni vigore quando viene seppellito perché è privo di vita, ma alla risurrezione risusciterà potente perché sarà pieno di forza. Il nostro corpo dovrà disfarsi perché esso è corruttibile, ma quando saremo rivestiti della nostra abitazione celeste allora non lo vedremo più disfarsi per l’eternità perché esso sarà incorruttibile. Esso viene seminato corruttibile e risusciterà incorruttibile; infatti alla morte il corpo si decompone fino a tornare polvere secondo che Dio disse all’ uomo: “Sei polvere e in polvere ritornerai” (Gen.3:19), ma quando esso risusciterà non potrà più in nessuna maniera decomporsi. L’apostolo Paolo ci ricorda che come c’è un corpo naturale così c’è anche un corpo spirituale, ma che quello naturale precede quello spirituale. Per corpo spirituale s’intende quello che sia quelli che risusciteranno e sia i credenti che saranno mutati otterranno dal Signore in quel giorno. E’ chiamato spirituale perché sarà un corpo vivificato dallo Spirito di Dio secondo che è scritto: “Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” ( Rom. 8:11). Pertanto “come abbiamo portato l’immagine del terreno, così porteremo anche l’immagine del celeste” (1 Cor. 15:49).
La risurrezione sarà: a) Letterale e corporale. In 1 Cor. 15:22 l’apostolo parla di morte fisica in Adamo e anche di risurrezione fisica in Cristo. Ap. 20:12 e 2 Cor. 5:10 mostrano la necessità che il corpo risusciti in modo che possa aver luogo il giudizio secondo le cose fatte nel corpo. Il Signor Gesù Cristo, abbiamo visto precedentemente, nel suo corpo risuscitato, poteva essere visto e toccato. Con questo corpo i suoi discepoli lo videro ascendere in cielo (Atti 1:9-11). In esso fu visto stare in piedi alla destra di Dio (Atti 7:55-56). In esso Egli ritornerà come Figliuolo dell’Uomo.
b) Universale. I morti non saranno tutti risuscitati nello stesso momento, né avranno lo stesso destino, ma tutti saranno risuscitati. La risurrezione sarà universale.
c) Duplice. In atti 24:14-15 è affermato che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. Secondo la Parola di Dio esistono due risurrezioni: “la risurrezione di vita “ e ”la risurrezione di giudizio” (Dan. 12:2; Giov. 5:29).
1) La risurrezione di vita. E’ la risurrezione dei giusti, di coloro che sono giustificati, ovvero coloro che sono stati resi giusti sulla base dell’espiazione di Cristo. E’ una risurrezione per ottenere la vita, una vita più esuberante, libera da tutte le limitazioni del peccato, essendo scampati per sempre al giudizio della morte. Questo tipo di risurrezione è quella indicata nel Cap. 20:5-6 dell’Apocalisse come” prima risurrezione “ e riguarda esclusivamente i credenti. Gesù affermò che ci sarà la risurrezione dei giusti quando parlando a colui che lo aveva invitato, e dicendogli che quando faceva un convito doveva invitare i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi, gli disse: “Il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione dei giusti” (Luca 14:14), e anche quando disse ai Giudei: “Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita... .“ ( Giov. 5:28-29). Paolo scrisse ai Corinzi: “E Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza” (1 Cor. 6:14). In 1 Tess. 4:13- 14,16 è scritto che quando i morti in Cristo udranno il potente grido del Signor Gesù, usciranno fuori dai sepolcri con un corpo immortale ed andranno ad incontrare il Signore nell’aria. In quel giorno si compirà la redenzione del corpo, infatti quando la Scrittura parla della risurrezione dei giusti che avverrà nel giorno di Cristo, parla della redenzione del corpo; infatti Paolo dice ai Romani:” Anche noi stessi gemiamo in noi medesimi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo” (Rom. 8:23). E questo perché solo in quel giorno il corpo mortale dei giusti sarà liberato dalla corruzione e diventerà immortale, glorioso e incorruttibile. Cosicché, possiamo dire che quando muoiono i giusti, essi salvano la loro anima ma “perdono” il loro corpo, ma lo perdono solo temporaneamente, perché lo ricupereranno alla risurrezione quando Dio lo risusciterà. Dato che non tutti i giusti morranno, non tutti i giusti risorgeranno, perché coloro che saranno trovati viventi alla venuta del Signore saranno trasformati, tuttavia la redenzione del corpo la sperimenteranno anche i viventi perché i loro corpi saranno trasformati in corpi gloriosi, incorruttibili e immortali, per cui anch’essi sperimenteranno la liberazione dalla corruzione a cui è sottoposto il corpo. Liberi dalla tentazione e dalla corruzione, i santi riceveranno responsabilità spirituali e poteri governativi. Questi poteri saranno esercitati sulla base della loro fedeltà e della maturità acquisita oggi, come insegna la parabola dei talenti (Mar. 25:14-23). Abbiamo quindi uno stimolo ad essere fedeli. Abbiamo visto che alla prima risurrezione parteciperanno i santi di ogni epoca, tutti saranno trasformati e riceveranno un corpo spirituale per poter regnare con Cristo. Esperimenteremo qualcosa di meraviglioso, saremo definitivamente affrancati dal potere della morte, non dovremo più affrontare il giudizio ed essendo sacerdoti (1 Pietro 2:9-10), esalteremo il Signore come il “Re”, regnando con Cristo durante i mille anni. Vedremo Israele ristorato, le Nazioni saranno sottomesse a Cristo e la natura stessa, essendo liberata dalla “servitù della corruzione” (Rom.8:19-21) onorerà ulteriormente il suo Creatore.
2) La risurrezione di giudizio. La Scrittura insegna chiaramente una risurrezione corporale dei perduti; essa è chiamata la” risurrezione degli ingiusti”, la “risurrezione per il giudizio” o la “risurrezione per l’obbrobrio e la vergogna eterna”. Anche questa risurrezione è opera di Cristo ed è l’introduzione a un’altra morte, la” seconda “. Vi è una differenza terribile fra questa e la risurrezione per la vita. In ambedue i casi, il nuovo corpo ha in sé stesso la natura e l’essenza del vecchio, ma ognuno in una direzione opposta e in forma pienamente matura. Nel caso dei redenti il corpo terreno era stato il “tempio dello Spirito Santo”, le sue membra “strumenti di giustizia”, perciò risorgerà, come corpo luminoso della gloria. Ma nel caso dei perduti vi sarà solo un corpo di peccato e di morte (Rom. 6:6; 7:24)., le sue membra” strumenti d’iniquità” ( Rom. 6:13); è il suo principio di risurrezione un seme del diavolo; perciò diverrà ora un corpo di tenebre della dannazione. Pertanto come il corpo dei salvati porta l’impronta della santità, ed è un’immagine di Cristo, così il corpo di condanna dei perduti porta l’impronta dell’empietà, ed è una immagine di Satana, e ciò li porterà all’obbrobrio e all’eterna infamia ( Dan. 12:2). Essi riconosceranno che Cristo, il principe della vita, di cui ora esperimentano la potenza di risurrezione nei loro propri corpi, solo per essere sottoposti al giudizio, sarebbe stato capace di liberarli, esattamente come gli altri, dai legami di ogni forma di morte. Ma ora questo tipo di risurrezione non dà loro nulla. E’ solo, come dice la Scrittura, “la morte seconda”, il passaggio dall’anticamera dell’inferno, all’inferno stesso; il trasferimento da un luogo intermedio, il luogo dei tormenti, al “fuoco eterno”. La sorte degli increduli è dipinta nelle Scritture con immagini terribili: tribolazione e angosce; pianto e stridor di denti; tenebre di fuori; eterna distruzione; fornace; prigione; abisso; inferno; punizione eterna; verme che non muore; fuoco inestinguibile; stagno di fuoco e di zolfo. Per quanto riguarda la risurrezione degli ingiusti, Gesù disse che essi risorgeranno “in risurrezione di giudizio” (Giov. 5:29), ciò vuoI dire che essi risusciteranno per essere giudicati secondo le loro opere e condannati all’eterna infamia nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Tale risurrezione è descritta dall’apostolo Giovanni in Ap. 20:12-15. La risurrezione degli ingiusti, a differenza di quella dei giusti, avrà luogo al termine del regno millenario durante il quale Cristo regnerà sulla terra con i suoi santi risorti e mutati. Come detto innanzi, gli ingiusti risorgeranno per essere condannati ad una eterna infamia, il che significa che essi saranno tormentati per l’eternità nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Sull’eternità delle pene che sperimenteranno i peccatori, nella Scrittura ci sono varie conferme: - Gesù disse di coloro che saranno messi alla sua sinistra: “E questi se ne andranno a punizione eterna…..” (Matt.25:46); - Paolo ai Tessalonicesi dice: “Il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù, i quali saranno puniti di eterna distruzione…..” (II Tess. 1:7-9); - Giovanni, sempre nel libro della Rivelazione, ha detto che il falso profeta e la bestia all’ inizio del millennio, e poi il diavolo al termine dei mille anni, saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo e che quivi “saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli” (Ap.20:10). Naturalmente dato che anche i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, è necessario dire che anche loro vi saranno tormentati per l’eternità (Ap. 21:8); - Gesù disse: “E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrare con un occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere gittato nella geenna, dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne” (Mar.9:47-48). Da notare che il venne dei malvagi non muore e il fuoco non si spegne, il che indica che la loro tortura sarà continua, senza fine alcuna; - Giuda ha detto che Sodoma e Gomorra e le città circonvicine “essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizi contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena di un fuoco eterno” (Giuda 7). Ciò significa che gli abitanti di quelle città malvagie quando in quel giorno risusciteranno saranno condannati ad essere tormentati per l’eternità nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Anche al presente comunque gli abitanti di quelle città sono nei tormenti; e precisamente nell’Ades.
I versi sopra citati parlano in una maniera o nell’altra di tormento eterno, ma alcuni dicono che essi non vanno interpretati letteralmente, il che è sbagliato perché altrimenti non dovremmo interpretare letteralmente neppure le parole di Gesù “ma i giusti a vita eterna” (Matt. 26:46), e quelle di Giovanni, sempre a proposito dei giusti, “ed essi regneranno nei secoli dei secoli” (Ap.22:5).
Come sarà il corpo risorto?
Pur non potendo descrivere la natura del nuovo corpo, possiamo considerare sette aspetti gloriosi del corpo resuscitato: 1) Spiritualità. Il corpo dell’umiliazione è un corpo “animale”, il corpo di gloria sarà “spirituale”. Sarà dunque lo spirito e non più l’anima che lo governerà.
2) Docilità. Il nostro corpo attuale è molto spesso un ostacolo che ci impone limiti e restrizioni. Il corpo di gloria sarà interamente servizievole. Mentre il corpo “animale” conserva una certa indipendenza nei confronti dello spirito, e persino gli si oppone spesso apertamente (Rom. 7:5,23), il corpo di gloria invece sarà completamente retto dallo spirito senza riserve, docile e a sua disposizione.
3) Libertà. Il corpo animale dipende interamente dalle condizioni naturali e viene da queste grandemente limitato. Il corpo di gloria è, al contrario, libero nei confronti delle condizioni naturali. Con il nostro corpo attuale sussistono dunque le necessità di nutrirsi e il pericolo delle malattie e delle disgrazie; con il corpo glorioso ci sarà data la libertà regale, ben al di là delle contingenze della materia, dello spazio e del tempo. Pertanto può mangiare, ma senza che questa sia una necessità, perciò libertà nei confronti della materia; può apparire in un locale le cui porte sono chiuse (Giov.20: 19), perciò libertà nei confronti delle leggi dello spazio; sarà rivestito di immortalità, nell’eternità (1 Cor. 15:42,54), perciò libertà nei confronti delle limitazioni del tempo.
4) Esaltazione. Il corpo attuale è un corpo di umiliazione, ma il corpo futuro sarà un corpo glorificato. La mancanza di dignità del corpo presente è manifestata dalla malattia e dalla morte, come pure il concepimento e la nascita. Appartiene invece alla dignità del corpo a venire, il fallo che queste condizioni diverse cesseranno: “Alla risurrezione, gli uomini non prenderanno mogli, né le mogli marito, ma saranno angeli di Dio, nel cielo” (Matt.22:30; Luca.20:35). Questo non significa che saremo noi stessi degli angeli, ma simili ad essi; saremo in comunione con loro; saremo superiori agli angeli (1 Cor.6:2-3). Noi siamo le “primizie delle sue creature” (Giac.1:18) e “figli di Dio” (Rom.8:14).
5) Beatitudine. Il corpo di umiliazione avrà dolori e pene, il corpo di gloria sarà pieno di gioia. “Essi non avranno più né fame né sete” (Ap. 7:16-17). “Non ci sarà più cordoglio, né grido di dolore, perché le cose di prima sono passate” (Ap. 21:4). Seminato corruttibile, il corpo risusciterà incorruttibile, seminato spregevole, risusciterà glorioso; seminato nella debolezza, risusciterà pieno di forza.
6) Splendore. Il corpo dell’umiliazione è una povera tenda; il corpo glorioso è un palazzo trasparente, luminoso. “I giusti ... risplenderanno nel Regno del Padre” (Matt. 13:43). Essi risplenderanno come le stelle, come lo splendore del firmamento (Dan. 12:3), come il sole nella sua forza, come il Signore stesso nella luce della sua gloria (Fu. 3:21; 1 Giov. 3:2). Davanti a questa gloria futura, il corpo terrestre è come il seme nei confronti del fiore pienamente sbocciato. Così come non si può riconoscere nel piccolo seme l’abbondanza del melo o la potenza della quercia in una banale ghianda, così è impossibile discernere nella debolezza del corpo presente la gloria futura.
7) Conformità a Cristo. La caratteristica più gloriosa è che i riscattati saranno resi simili a lui. ”Noi saremo simili a lui perché lo vedremo come egli è” ( 1 Giov. 3:2), saremo resi conformi al corpo della sua gloria, portando su di noi la sua immagine affinché egli possa essere “il primogenito fra molti fratelli”. Il primo uomo viene dalla terra, polvere, il secondo uomo viene dal cielo. E come abbiamo portato l’immagine di colui che è polvere, porteremo altresì l’immagine del celeste (1 Cor. 15:47-49). |
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