LA FEDE
L’umanità con la sua cultura, scienza, tecnologia, si sta allontanando sempre di più da Dio, ignorandolo ed escludendolo dai propri affari, pensieri e vicende odierne.Molti non credono in Dio per orgoglio o per superbia. Considerandosi autosufficienti pensano che non bisogna credere, e quando disgrazie ed avversità arrivano, allora ci si rivolge a Dio forse con qualche preghiera o col pensiero, ma “ essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie, non può ricevere nulla dal Signore. “ (Giac. 1:7-8). Poiché Iddio oltre ad udire le preghiere e le parole conosce i cuori degli uomini e i loro pensieri. Molti hanno fede negli uomini, nelle ideologie, religioni, filosofie umane, tutto questo è frutto di ignoranza e di stupidità. La vera fede è riposta in Dio e in Lui solo, è fondata, su Colui che ci ha creati, l’Onnipotente. La fede che dobbiamo avere afferma che i mondi e tutte le cose sono state create dalla parola di Dio e non è il frutto di una evoluzione di una piccola massa esplosa e di cui, comunque, bisognerebbe giustificarne la provenienza. E’ comoda perché così si cerca di escludere un Creatore, il quale, per ovvi motivi, ha diritto di chiedere un resoconto dell’operato alla sua creatura. La creazione è un fatto e la natura che abbiamo sotto gli occhi, con le sue leggi immutabili, ne sono una dimostrazione: “ Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all'esistenza da cose apparenti “ ( Ebrei 11:3). Il Capitolo 11 della lettera agli Ebrei è un capitolo potente, che ci parla di uomini e donne come me e come te, uomini e donne con tante debolezze, uomini e donne che hanno commesso degli errori, ma uomini e donne che avevano preso una decisione nella loro vita. Certo questa decisione è stata provata, sono stati tentati ed hanno sofferto; alcuni di loro hanno perso anche la vita, ma non la fede, non la fede. Essi sono arrivati fino in fondo; la loro vita come quella di tutti gli altri è passata in fretta, in un batter d’occhio, un vapore di fumo che se ne va in un attimo, ma sono andati fino in fondo. Osserviamo che mentre Caino offrì all’Eterno i frutti di una terra maledetta da Dio stesso, Abele intese per fede, che per avvicinarsi a Dio, bisognava fare un sacrificio cruento. Abele meritava la morte ed il giudizio, ma trova un sostituto; l’umanità meritava la morte ed il giudizio, ma Gesù, sia benedetto il Suo nome, si è sostituito ad essa. Enoc per fede camminò con Dio trecento anni; quale umiltà, tenerezza, zelo ed energia e nello stesso tempo fedeltà, fermezza e decisione. Camminare con Dio significa avere la fede che “ l’Eterno darà grazia e gloria ai suoi e non rifiuterà alcun bene a quelli che camminano nell’integrità “ ( Salmo 84:11). Non è necessario che il credente abbia grandi abilità, non deve preoccuparsi, non serve. Tutto quello che serve per “ camminare con Dio “ è avere una fede umile. Quando Dio parlò a Noè nessun segno preannunciava il diluvio, il giudizio non si vedeva ancora, ma la parola di Dio ne fece una realtà attuale per il cuore il cui questa parola “ era ricevuta per la fede “ . La fede non aspetta di vedere per credere poiché la “ fede “ viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della Parola di Dio “ (Rom. 10:17). Tutto ciò che è necessario per l’uomo di fede è sapere che Dio ha parlato.
La fede di questi uomini è stata grande; per fede sapevano che Dio con la Parola aveva creato tutto l’universo visibile e invisibile; per fede avevano sperato nelle promesse senza averle viste e per questo erano piaciuti a Dio. La fede non è il capriccio di un giorno e che il giorno dopo può non esservi più; è un principio imperituro che emana da una sorgente eterna, cioè da Dio stesso. In Rom. 10:10-11 è scritto “ Infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati “. Difatti la Scrittura dice “ Chiunque crede in Lui non sarà deluso “. La fede nell’opera di Cristo fa sì che Dio ci possa perdonare perché il Signore ha pagato per i nostri peccati e considerare giusti attribuendoci la sua giustizia. La confessione della fede è un inevitabile conseguenza. Se manca, è perché la fede non è vera e quindi non si è salvati. La confessione della fede è fatta a Dio e agli uomini. A Dio quando gli diciamo che siamo peccatori, ci umiliamo, e dichiariamo di accettare il Signor Gesù come nostro Salvatore; agli uomini, per far conoscere “ le grandi cose che Dio ha fatto per noi “ (Luca 8:39) e annunciare che la buona novella del Vangelo è per tutti, senza distinzione. Tutte le promesse, per questa vita e per quella a venire che Dio fa a chi crede, si realizzeranno puntualmente “ infatti tutte le promesse di Dio hanno il loro si in Lui “ ( II Cor. 1:20). Il credere costituisce la nostra risposta all’offerta di misericordia, d’amore e di perdono che ci fa Dio. L’iniziativa è stata presa da Dio. La salvezza viene completamente da Dio. Con le parole “ E’ compiuto “ pronunciate quando chinò il capo sulla croce Cristo voleva dire proprio questo. Il piano di Dio per la nostra riconciliazione e redenzione fu completato nella persona del Suo Figliuolo. L’uomo deve tuttavia rispondervi favorevolmente, accettandolo ed avendo fiducia. La fede è afferrare Cristo, poiché è Cristo l’oggetto della nostra fede. La fede intellettuale non è sufficiente per la salvezza; un individuo può dare all’Evangelo il suo consenso intellettuale ed escluderlo dalla propria vita. E’ necessaria la fede del cuore ( Rom. 10:9). La fede intellettuale significa il riconoscimento che i fatti narrati e le dottrine esposte nell’Evangelo sono veri; la fede del cuore significa la dedizione volontaria della propria vita agli obblighi che quei fatti e quelle dottrine comportano. La fede come fiducia implica anche un elemento emotivo: pertanto la fede che salva è un atto dell’intera personalità e coinvolge, l’intelletto, l’emotività e la volontà. Nel Capitolo 4 della lettera ai Romani è precisato che Abramo credette al Signore che gli contò questo come giustizia. Non dobbiamo pensare che la fede conferisca dei meriti che Dio essendo giusto è obbligato a ricompensare. No. Né la fede né le opere danno dei meriti, ma Dio salva l’uomo che ha fede per un atto di grazia. Così Abramo ricevette il titolo di “ giusto “ per un atto della grazia di Dio e non per delle opere compiute. Egli era un empio come tutti gli uomini ma gli fu fatta grazia perché aveva creduto con tutto il cuore alla parola dell’Eterno. Se Abramo è stato giustificato grazie alla sua fede, perché non dovrebbe essere così anche di noi ? Non abbiamo anche noi preso Dio in parola ? Quando ci ha detto che siamo peccatori perduti, abbiamo creduto. Quando ci ha fatto conoscere il valore dell’opera del Suo Figlio, morto sulla croce a causa delle nostre colpe e risuscitato dai morti, abbiamo creduto e l’abbiamo accettato. Anche a noi la fede è messa in conto di giustizia; per questo siamo salvati e abbiamo la vita eterna. “ E’ per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio “ (Ef. 2:8).
La fede è l’opera dello Spirito Santo che opera in chiunque è nato dall’alto (Giov. 3:3). E’ fiducia totale, certezza ferme nelle promesse del Signore. Colui che pone la sua fiducia nel Dio Salvatore ha, mediante lo Spirito Santo, il cuore pieno di certezza circa la sua giustificazione, di pace, di fermezza nella prova, di speranza gloriosa e d’amore divino. Per lui si adempie pienamente questa parola “ Se credi, tu vedrai la gloria di Dio “ ( Giov. 11:40). Noi vorremmo sempre vedere prima e poi credere “ Beati quelli che non hanno veduto, e hanno creduto (Giov. 20:29). Accostiamoci a Dio confessando la nostra mancanza di fede Egli dà a chiunque domanda ( Luca 11:9-13) e si rivela all’uomo che è tanto umile da esclamare: “ Io credo ! Sovvieni alla mia incredulità “ (Marco 9:24). La fede è un attitudine di fiducia in Dio. Di essa non se ne ha mai abbastanza, crescere nella fede è un processo costante di rinnovamento giornaliero della nostra fiducia in Gesù. Se vogliamo avere più fede dobbiamo stare più a contatto con Cristo. In Luca 17:5 gli apostoli chiesero al Signore “ dacci più fede “ . La loro domanda era sincera, essi volevano la fede necessaria per fare le cose che Gesù aveva detto loro di fare. Gesù non rispose direttamente alla loro domanda perché la fede non è qualcosa che si acquista. La quantità di fede non è così importante come la sua genuinità e l’obiettivo che si propone. Cos’è la fede ! Essere totalmente dipendenti da Dio ed essere disposti a fare la Sua volontà è fede vera. E’ ubbidienza incondizionata alla volontà di Dio, disponibilità a fare tutto ciò che Egli ci dice. Come un piccolo seme, così una piccola quantità di fede genuina in Dio metterà radici e crescerà. Iddio offre la salvezza solo tramite la fede perché la fede elimina l’orgoglio umano, esalta Dio e non l’uomo, rende la salvezza accessibile a tutti, fa riconoscere l’uomo incapace di rispettare tutta la Legge e quindi bisognoso di aiuto, la fede infine si basa su un intimo rapporto con Dio e non su quello che facciamo per Dio. La fede è composta da tre elementi: conoscenza , accettazione e fiducia. Innanzitutto occorre che ci sia la conoscenza :”come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? “ (Rom. 10:14). In Rom. 10:17 è scritto che la fede viene dall’udire; dobbiamo prima di tutto udire, per conoscere ciò a cui dobbiamo credere.Nel Salmo 9:10 è detto che: “Quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te”. Una certa conoscenza è indispensabile per la fede, quindi è importante giungere a questa consapevolezza. E ascoltando l’ Evangelo che si viene alla conoscenza del perdono gratuito, della trasformazione del cuore, si viene alla conoscenza del Signor Gesù Cristo, della dottrina del Suo sacrificio, poiché “Dio in Cristo, a riconciliato il mondo a sé, non imputando i loro peccati” (2 Cor. 5:19). La mente passa poi a credere ad accettare queste cose come vere. L’anima crede che Dio esiste; che Gesù è veramente il nostro Dio e Salvatore; crede fermamente che il sangue di Gesù , Suo Figliuolo , ci purifica da ogni peccato; crede che chi si affida a Gesù non viene condannato. Infine, l’ultimo elemento per completare la fede è la fiducia. La fiducia è il respiro della fede; senza di esse non avremo mai la fede che conduce alla salvezza.Occorre appoggiarci con tutto il nostro peso su Gesù, abbandonarsi a Lui e rimanere fermi.Quindi arrendersi a Gesù,riposare in Lui,, affidarsi a Lui. Fare questo significa esercitare la fede che salva.La fede pertanto non è qualcosa di cieco , ma è basato sulla conoscenza, crede in qualcosa di cui è certa e confida sulla verità della rivelazione.
La fede è essenziale: Per una giusta relazione con Dio “ Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che è il rimuneratore di quelli che lo cercano “ (Ebrei 11:6) Per una vita cristiana normale “ Poiché in essa la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede “ (Rom. 1:17). La vita cristiana è essenzialmente una vita di fede, in mancanza di quest’ultima non può essere né cristiana né normale. E’ la prima delle virtù teologali “ Or dunque queste tre cose durano: fede, speranza, carità; ma la più grande di esse è la carità “ (I Cor. 13:13). Pur essendo l’amore la più grande di queste qualità, la fede è la prima di esse e rende possibili le altre. E’ l’elemento base richiesto da Cristo nelle sue relazioni con l’uomo Matteo 15:28 “ Allora Gesù le disse : Oh donna grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell’ora la sua figliuola fu guarita “. La donna sirofenice mostrò perseveranza, ma Cristo lodò la sua fede. Matteo 8:10 “ E Gesù udito questo ne restò meravigliato e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele ho trovato cotanta fede “. Il centurione possedeva bontà, amabilità e grande umiltà, ma Gesù si meravigliò della sua fede, molto più sincera di quella dei capi religiosi di Israele.
Marco 10:52 “ E Gesù gli disse : Va la tua fede ti ha salvato. E in quell’istante egli recuperò la vista e seguiva Gesù per la via “ . Bartimeo era infiammato da un grande zelo ma Gesù lo guarì in base alla sua fede. Marco 2:5 “ E Gesù veduta la loro fede disse al paralitico : Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi. I portatori del paralitico mostrarono grande coraggio, ma Gesù vide la loro fede. Per salvare l’uomo dalla perdizione e per assicurargli il più alto destino Giov. 3:36 “ Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, ma chi si rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita ma l’ira di Dio resta sopra lui. “ La vita eterna è già nel presente, non solo nel futuro. La vita eterna comincia nel momento in cui riconosciamo Cristo come Signore e Salvatore e otteniamo una rinascita spirituale. Ricevere la vita eterna significa, dunque, possedere la vita di Dio, che per natura è eterna. Perciò se abbiamo la vita eterna abbiamo anche la garanzia che vivremo eternamente con Dio.
La fede è credere all’Evangelo di Cristo ( Rom. 1:16) “ Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo, perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco “ . Paolo non si vergognava di essere cristiano, perché il suo messaggio recava una Buona Novella. Era un messaggio potente, accessibile a tutti, ed era una parte del piano rivelato da Dio all’uomo. La fede è ricevere il Cristo del Vangelo. (Giov. 1:12). “ Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome “. Tutti coloro che riconoscono Gesù Cristo come proprio Signore sperimentano una rinascita spirituale, in quanto ricevono una nuova vita da Dio. Tramite le fede questa nuova vita produce in noi un cambiamento totale: modifica le nostre abitudini, i nostri desideri e le nostre motivazioni e ci da la gioia di entrare a far parte della famiglia di Dio. La fede è avere fiducia nella parola di Dio. “ In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita “ ( Giov. 5:24). La fede non deve essere sostenuta da prove ma crede all’adempimento delle promesse di Dio, perché la Parola di Dio non può mentire ( Tito 1:2). In relazione alle opere la fede è la radice e l’albero e le opere sono i frutti. Noi non siamo salvati per fede e per opere, ma per mezzo della fede che opera. La nostra fede deve essere più che un semplice credo intellettuale, deve anche diventare parte dinamica della nostra vita e quindi avere come risultato opere buone e maturità spirituale. Una persona che dice di essere stata salvata e la sua vita rimane immutata, è probabile che non abbia capito cos’è la fede. Molte persone fanno opere buone, ma non hanno fede in Gesù. Altri dicono di avere fede, ma raramente fanno buone opere. Poiché la vera fede produce sempre buone opere, è chiaro che solo coloro che hanno fede e che la dimostrano con una vita in armonia con la verità e la giustizia, sono i veri credenti. Le opere non possono salvare ( Ef. 2:8-9), ma provano inequivocabilmente che in quella persona c’è vera fede. La fede e le opere sono ambedue volute da Dio e sono ambedue necessarie al vero credente. Senza la fede non è un credente, senza le opere non può dimostrare agli altri la sua fede. La fede è il mezzo e la condizione della salvezza, mentre le opere ne sono il frutto e la dimostrazione. “ Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere fede ma non ha opere ?
Può la fede salvarlo ? Anzi uno piuttosto dirà : tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede “ (Giacomo 2:14-18). La fede è ottenuta quale risultato della potenza e dell’opera di grazia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ( Rom. 12:3; Ebrei 12:2; I Cor. 12:8-9) ma è anche ottenuta attraverso l’ascolto della parola di Dio ( Rom. 10:17), sottoponendoci alla volontà di Dio ( Giov. 5:36-40), attraverso la preghiera ( Luca 17:5). I risultati della fede sono molti, vogliamo indicarne alcuni: Il perdono. Atti 10:43 “ Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome “. La giustificazione. Rom. 5:1 “ Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore “. L’essere figliuoli di Dio Gal. 3:26 “ Perché siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù “. La vita eterna Giov. 20:31 “ Ma queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuolo di Dio, e affinché credendo abbiate vita nel suo nome “. La santificazione Atti 26:18 “ Ai quali io ti mando per aprire loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla podestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte di eredità fra i santificati “. La vita vittoriosa. I Giov. 5.4-5 “ Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figliuolo di Dio ! “. Il riposo e la pace. Matt. 11:28 “ Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo “. Canali di benedizione. Giov. 7:38 “ Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno “. La guarigione del corpo Matt. 9:22 “ E Gesù voltatosi e vedutala, disse: Sta’ di buon animo figliuola , la tua fede ti ha guarita “. La risposta alle preghiere secondo la volontà di Dio. Matt. 21:22 “ E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete “. Tutte le cose sono rese possibili. Marco 9:23 “ E Gesù: Dici : Se puoi ? Ogni cosa è possibile a chi crede “. Per mezzo della fede afferriamo l’onnipotenza di Dio. La fede può fare tutto ciò che Dio può fare. La fede non sempre ci affranca dalle sofferenze e dalle tribolazioni. La fede in Dio, a volte, non fa scomparire i problemi ma li rende meno gravosi perché li colloca nella prospettiva più opportuna. La fede in Dio non sempre garantisce una vita gioiosa e spensierata, al contrario, la nostra fede ci garantisce l’opposizione del mondo. La vita può riservare molte sofferenze anche per il credente, ma Dio ha sempre tutto sotto controllo. Ricordiamoci che anche Gesù ha sofferto; Egli comprende i nostri timori, le nostre debolezze, le nostre delusioni. Egli ha promesso di non lasciarci mai ed intercede per noi. Nei momenti di afflizione di persecuzione e sofferenza, dovremmo continuare ad avere fiducia in Cristo e solo in Lui.
Abbiamo fede in Dio e non sulle nostre capacità, Egli ci protegge con la Sua potenza e potremo anche noi come l’apostolo Paolo affermare: “ Perché so in chi ho creduto, e sono convinto che Egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno “ (II Tim. 1:12).
Nella II Cor. 13:5 l’apostolo Paolo esorta a provare noi stessi se siamo nella fede. Bisogna dunque provare noi stessi e non camminare alla cieca non discernendo se siamo o non siamo nella fede del Figliuolo di Dio. Gli uomini religiosi di ogni epoca hanno cercato e si sono creati prove che potevano garantire la loro condizione dinanzi a Dio. Ad esempio il popolo d’Israele credeva di essere assicurato solo perché si trovava all’ombra del grande tempio. Si illudevano che la loro relazione col tempio era sufficiente per essere benevolmente accolti e protetti dalla mano dell’Eterno. Realizzarono amaramente che il tempio non poté’ aiutarli non essendo la loro condizione interiore in ordine davanti a Dio. In Matteo 7:22 è scritto di uomini che hanno affermato : “ Signore, noi abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo abbiamo cacciato demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni “. I tali durante il loro cammino, andavano ripetendo che le prove della fede e del ministerio erano in loro; prove evidenti, riconosciute dal mondo e dalle Chiese. Tali prove erano per loro un segno dell’approvazione di Dio e perciò continuavano il loro corso sicuri del buon esito finale. Molti pensano che per salvarsi bisogna comportarsi bene ed osservare delle pratiche religiose. In realtà, quel che conta per avere la vita eterna è la fede in Cristo. Neppure le manifestazioni miracolose, quali il guarire gli infermi, il profetizzare, il cacciare i demoni possono valere per la salvezza eterna nel giorno del giudizio. Infatti tali poteri possono venire da Satana ( Ap. 13; 19:20) e non avere niente a che fare con la vera fede in Cristo. Infine in Luca 18:9-14 c’è l’episodio di un religioso che oltre ad appartenere al popolo d’Israele appartiene alla classe dei Farisei. Egli possiede la legge, ne conosce le esigenze ed i comandi. Comandi che, a differenza di altri, non ha gettato alle sue spalle; anzi egli non è come gli altri uomini “ rapaci , ingiusti, adulteri; digiuna due volte la settimana e paga la decima di tutto ciò che possiede “. Potremmo pensare che certamente un tale uomo religioso, zelante, scrupoloso sino all’esagerazione abbia supererto la “ prova “ e sia stato annoverato nel numero di quelli che sono nella fede del Figluolo di Dio. Così non fu. Non noi, ma Gesù stesso né detta la sentenza: il Fariseo non ritornò a casa sua giustificato. Ma, visto che tale assicurazione non viene né dal frequentare locali di culto, né da miracoli, né da religiosità, dinanzi a che ci dobbiamo provare ?. L’Apostolo dichiara : “ Non vi riconoscete voi che Gesù Cristo è in voi ? “. Gesù Cristo in noi, questa e non altra è la prova certa della nostra fede. Quanti ancora oggi camminano con vecchie illusioni, garantiti dal numero dei miracoli, dalla certezza delle profezie, dagli imponenti locali, dall’osservanza della legge, etc..etc.. Proviamoci dinanzi a Colui che non può fallire. Sia lui il nostro fondamento ( I Cor. 3:11). Sia Cristo in noi la speranza della gloria ( Col. 1:27). Sia Cristo tutto in tutti ( I Cor. 15:28). |
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