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IL MILLENNIO
Per millennio si intende il periodo durante il quale il Cristo, dopo il suo ritorno, farà regnare la giustizia e la pace sulla terra. L’Antico Testamento non cessa d’annunziare il regno glorioso che il Messia instaurerà quaggiù. Citeremo unicamente la visione di Daniele al Cap. 2 che spiega al re di Babilonia il sogno circa la statua che aveva il capo d’oro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di rame, le gambe di ferro, i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla. I quattro grandi imperi rappresentati, l’Assiro Babilonese, il Medo Persiano, il Greco e il Romano, finiscono improvvisamente a seguito di un giudizio proveniente dal cielo: una pietra staccatasi “ senza opera di mano “ colpisce la statua ai piedi e la distrugge. La pietra stessa però cresce fino a diventare una grande montagna che riempie tutta la terra. Gesù Cristo è quella pietra vivente che giudicherà e distruggerà l’ultimo dei quattro imperi, l’Impero Romano, e introdurrà il suo Regno di mille anni, Regno di giustizia e di pace. Ci sono diversi pareri intorno al come e quando questo periodo avrà inizio. Le tre posizioni principali vengono chiamate: Premillenarismo, Postmillenarismo e Amillenarismo. - I premillenaristi propendono per una interpretazione letterale degli avvenimenti secondo l’ordine in cui la Bibbia li presenta. Credono che il ritorno di Cristo sarà preceduto da certi segni come la predicazione del Vangelo in tutto il mondo, il proliferare delle guerre e degli sconvolgimenti della natura e l’apparizione dell’Anticristo. Poi Cristo verrà a regnare personalmente sulla terra per mille anni di pace e di prosperità; alla fine di questo periodo, avrà luogo il giudizio finale e sarà inaugurato lo stato eterno nei “nuovi cieli e nuova terra”. - I postmillenaristi invece credono che il regno di Cristo sia già presente e che si estenda per mezzo della testimonianza dei credenti. Questa testimonianza dovrà portare progressivamente ad una cristianizzazione nel mondo ed a un lungo periodo di pace e di benedizioni chiamato il millennio. Anche se la malvagità non sarà completamente eliminata, essa sarà limitata e l’influenza morale e spirituale dei credenti sarà ingrandita. Questo periodo si concluderà con il ritorno di Cristo, la risurrezione dei morti e il giudizio finale. Le due guerre mondiali del ventesimo secolo hanno segnato praticamente la fine del postmillenarismo, che conta oggi pochi seguaci. Molti di essi, scoraggiati, sono diventati amillenaristi come i cattolici. - Gli amillenaristi rifiutano l’idea di un regno letterale di Cristo sulla terra e concepiscono soltanto il Suo regno spirituale. Per essi il millennio è un periodo simbolico, e sta ad indicare il tempo trascorso tra l’ascensione di Cristo ed il Suo ritorno. Sostengono che questo millennio sia il regno di Cristo nel cuore dei credenti e della Sua Chiesa. Vedono questo periodo come l’epoca della Chiesa, che terminerà con il ritorno di Cristo. Secondo questa interpretazione, tutte le promesse fatte ad Israele di un “regno di pace”, stabile, sarebbero state assorbite dalla chiesa considerata l’Israele spirituale. Di conseguenza, non è previsto alcun futuro di una rinascita nazionale per Israele. Ma questo è in assoluto contrasto con quanto insegna l’apostolo Paolo ai Romani sul futuro di questa nazione (Rom.9: 11). Durante i primi tre secoli dell’era cristiana, sembra che il premillenarismo fosse l’interpretazione dominante. Tra i suoi aderenti possiamo elencare Papia, Ireneo, Giustino Martire, Tertulliano, Ippolito e Lattanzio. Durante il quarto secolo quando la chiesa godeva di una posizione privilegiata sotto l’Impero di Costantino, l’amillenarismo fu la teoria più seguita. Si concepiva il regno di Dio in relazione alle attività della chiesa, paragonandolo alla storia della chiesa sulla terra. Agostino il famoso padre della chiesa, articolò questa posizione e ne divenne l’interprete principale durante il Medio Evo. Il suo insegnamento era talmente popolare che al Consiglio di Efeso nel 431, credere nel millennio fu condannato ed identificato come superstizione. Quindi secondo Io schema premillenarista, il più rispettoso delle indicazioni contenute nella Scrittura senza ricorrere a interpretazioni o spiritualizzazioni arbitrarie, è possibile stabilire una sequenza fra i vari eventi. Nell’ordine abbiamo:
1) Rapimento della chiesa alla presenza del Signore, e subito dopo il tribunale di Cristo I Tess. 4:13-18; 2 Cor. 5:10) 2) Apparizione dell’Anticristo e instaurazione del suo regno (1 Giov. 2:18; Ap. 6:1-9) 3) La tribolazione verso la metà del regno dell’Anticristo (Ap. 6-19) 4) Ritorno di Cristo in potenza e gloria per castigare i nemici ed instaurare il regno ( Matt.24:29-30; Ap.19:l1-21) 5) Instaurazione del regno millenniale di Cristo su Israele e sull’insieme delle Nazioni dopo aver stabilito chi potrà farne parte (Zacc.14:20-21; Matt.25:31-46; Ap.20:1-6) 6) Rivolta finale di Satana, seduzione delle Nazioni e suo giudizio definitivo (Ap.20:7-10) 7) Giudizio finale dell’umanità ribelle al “grande trono bianco” (Ap. 20:11-15) 8) Inizio dello stato eterno con la Gerusalemme celeste e la centralità gloriosa di Dio (Ap.21-22)
Questi diversi punti di vista circa il millennio non devono assolutamente causare divisioni o controversie nella Chiesa; ciascuna riconosca il fallo che Gesù Cristo tornerà, sconfiggerà Satana e regnerà sempre. La primitiva speranza cristiana era di un regno terrestre visibile e caratterizzato dalla gloria del Messia. Come le promesse concernenti la prima venuta di Cristo si sono adempiute letteralmente, così si realizzeranno quelle relative alla sua seconda venuta. Di questo regno glorioso ne parla l’apostolo Giovanni nell’Apocalisse, indicandoci di contare questi “mille anni” a partire dal ritorno di Cristo e che si estenderanno fra la “prima risurrezione” e il “grande trono bianco” (Ap.20:11-15). Ne parla l’apostolo Paolo nella 2 Cor.3:14-16 quando riferisce che “Ma fino ad oggi quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore; quando però si saranno convertiti (Israele) al Signore, il velo sarà rimosso. Verrà il tempo che il Cristo si rivelerà anche ad Israele, verrà l’ora che quest’ultimo cesserà di onorare la legge senza capirla, ma ne afferrerà il significato o lo scopo. Quest’ora verrà quando si volgeranno a Cristo. Paolo in 1 Cor. 15:22-24 afferma che il regno sarà rimesso da Cristo al Padre e tale regno si trova fra la resurrezione dei credenti e la risurrezione generale della fine. Siccome questa risurrezione, secondo Ap.20: 12-13, coincide con il gran trono bianco e la distruzione dell’antica terra, così anche l’apostolo Paolo attesta la realtà di un regno di Cristo sulla vecchia terra.
Sei volte, i primi sette versetti dell’Apocalisse cap.20 dichiarano che tale durata sarà di mille anni (da cui la parola millennio). Si è detto che questa cifra, o numero nell’Apocalisse, ha un valore simbolico come molti altri contenuti nello stesso libro. Ma ciò non impedisce affatto che esso possa essere preso con un senso letterale Il fatto che questa indicazione della durata del millennio sia ripetuta da Giovanni sei volte di seguito ci pone in condizione di pensarlo. Abbiamo visto che, per attirare la nostra attenzione sulla durata della grande tribolazione fissata per tre anni e mezzo, Daniele e Giovanni ripetono in tutto otto volte quattro espressioni diverse. Crediamo per tanto che il regno di Cristo durerà effettivamente mille anni. D’altronde prima della venuta di Gesù i rabbini giudei, basandosi sull’Antico Testamento, avevano fissato in mille anni la durata dell’era messianica. Tre avvenimenti principali segneranno lo stabilimento del millennio: A) L’imprigionamento di Satana nell’abisso per mille anni; B) La risurrezione dei santi che si saranno addormentati nel Signore dal rapimento della Chiesa fino all’apparizione gloriosa di Cristo; C) Il giudizio delle nazioni viventi eseguito dal Signore.
1) Satana legato. In Ap.20:1-3 è scritto: “Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e aveva la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana e lo legò per mille anni, lo gettò nell’abisso che chiuse e suggellò sopra di lui onde non seducesse più le nazioni finché fossero compiuti i mille anni; dopo di che ha da essere sciolto per un po’ di tempo”. Così l’umanità sarà liberata durante tutto il periodo del millennio dall’influenza corruttrice del “mendace, padre della menzogna”. Affinché la pace e la giustizia possano regnare sulla terra, bisogna che il nemico accanito degli uomini sia ridotto all’impotenza. Questo avvenimento porrà termine ad un periodo in cui la malvagità del diavolo si sarà manifestato in tutto il suo furore che comincerà quando egli sarà cacciato dal cielo e precipitato sulla terra con i suoi angeli. Che liberazione per la terra e particolarmente per i fedeli di Israele e delle nazioni. Che contrasto fra lo spettacolo che la terra offriva precedentemente (guerre, rovine, lacrime, morte) e quella pace, quei canti di trionfi che esplodono da tutta la terra sottomessa a Cristo, il Re di gloria il Principe di pace! (Is. 14:4). 2) La prima risurrezione. “Poi vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio; e quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine, e non avevano preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano; ed essi tornarono in vita e regnarono con Cristo mille anni. Il rimanente dei morti non tornò in vita che fossero compiuti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beato e Santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Sul loro non ha potestà la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con Lui mille anni” (Ap.20:4-6). Alla prima risurrezione parteciperanno i santi dell’Antico Testamento e quelli del periodo della grazia che saranno risuscitati gli uni e gli altri alla venuta del Signore e gli andranno incontro, con i viventi, che saranno tramutati. Questi riscattati ritorneranno con Cristo quando apparirà in gloria ed allora avrà luogo l’ultimo atto della “prima risurrezione” cioè la risurrezione dei martiri della grande tribolazione. Essi regneranno con Cristo nella parte celeste del regno proprio come i santi che saranno stati rapiti incontro al Signore. Essi tutti saranno re e sacerdoti di Dio e di Cristo durante il millennio posizione quanto mai benedetta e gloriosa. Seguiranno il Re dappertutto e condivideranno la sua gloria associati a Lui nell’esercizio della regalità. 3) Il giudizio delle nazioni. Quando il Signore avrà terminato il giudizio descritto in Ap. 19 e avrà annientato con i suoi eserciti celesti la “bestia e i re della terra”, gli rimarrà da giudicare gli uomini che saranno sopravvissuti ai terribili castighi della grande tribolazione. Parecchi passi mostrano che una parte importante dell’umanità sarà stata distrutta e il Signore stesso ha dichiarato ai suoi discepoli che se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno scamperebbe. Questo ci dice dell’estensione della carneficina che colpirà Giudei e nazioni (i due terzi dei Giudei e il quarto o il terzo di tutta l’umanità) e quanto poco numerosi saranno gli uomini viventi sulla terra al momento in cui il Signore sederà sul trono per giudicarli. Il Signore giudicherà tutti coloro che saranno ancora viventi per distinguere quali fra loro sono degni di diventare sudditi del Suo Regno. Questo sarà il giudizio delle nazioni, e il Signore separerà le pecore dai capri (Matt.25:31-46). La Chiesa giudicherà le nazioni col Cristo. Ai credenti, già risuscitati e glorificati sarà dato il potere di giudicare, poiché sta scritto che i santi giudicheranno il mondo ed anche gli angeli (1 Cor.6:2-6). Questa epurazione che avverrà agli inizi del millennio si farà prendendo come base le opere come avverrà al giudizio universale. La fede si dimostra con le opere e l’albero si riconoscerà dai suoi frutti (Giac.2:18-22). Coloro che, per amore di Cristo avranno preso cura del loro prossimo (in particolar modo di quelli che Gesù chiama “Suoi fratelli”) avranno parte al regno. Mentre gli altri, “i capri” che avranno rifiutato il loro aiuto a “l’uno di quei piccoli che sono i fratelli del Signore” e che si saranno, in tal modo, fatti complici dei loro persecutori saranno gettati immediatamente nel fuoco eterno preparato per il diavolo ed i suoi angeli. Sono chiamati “maledetti” e non avranno parte al millennio poiché sono indegni di diventare sudditi del Re dei re. Gli uomini così scelti dal Signore continueranno a vivere sulla terra, in carne ed ossa, e saranno i sudditi del re. Tuttavia non faranno parte della Chiesa, che parteciperà al regno come Sposa del Re. I loro privilegi sono dunque meno elevati di quelli dei riscattati d’oggi.
I CARATTERI DEL REGNO
Numerosi passi descrivono la felicità che regnerà sulla terra sotto lo scettro di Cristo. Tutto ciò che l’uomo, da secoli si sforza invano di stabilire, cioè: pace, giustizia, felicità, prosperità, salute, longevità sarà finalmente assicurato a quelli che si sottometteranno al Re dei re. Cristo risponderà così alle aspirazioni profonde all’umanità, mai soddisfatta dacché Adamo e Eva furono scacciati dal giardino d’Eden. Queste saranno le caratteristiche di questo regno: A) GIUSTIZIA. Isaia 32:1 “Ecco, un re regnerà secondo giustizia, e i principi governeranno con equità”. In contrasto con lo stato attuale in cui l’ingiustizia e il peccato trionfano sovente, la venuta del regno di Cristo porterà un regno di giustizia. La giustizia sarà obbligatoria durante il millennio e perciò predominerà. Il peccato e la disubbidienza saranno sommariamente giudicati e puniti. Ciò che la morale, la Chiesa, i partiti politici hanno cercato invano di raggiungere, sarà realizzato in un unico giorno dall’unico giusto che sia esistito sulla terra, Gesù Cristo. “Per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali” (Mal. 4:2). B) CONOSCENZA UNIVERSALE DI DIO. Is. 11:9 “Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte Santo, poiché la terra sarà ripiena della conoscenza dell’Eterno,come il fondo del mare dell’acque che lo coprono”. La conoscenza sarà estesa su tutta la terra e poiché Satana non avrà la possibilità di accecare, gli uomini comprenderanno chiaramente Dio e la Sua volontà. C) PACE. Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli, ed essi delle loro spade fabbricheranno vomeri d’aratro, e delle loro lance, roncole; una nazione non leverà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra” (Is.2:4). L’ingiustizia cagiona sempre la guerra. Non ci può essere vera pace se non è basata sulla giustizia. Perciò, perché possa essere realizzata la pace universale, è indispensabile che ci sia una giustizia universale, che si determinerà solo con la venuta del Principe della Pace, del quale è detto: ”Egli governerà le nazioni con uno scettro di giustizia” Egli lo potrà fare perché “è lui che è la nostra pace” (Ef. 2:14). D) PROSPERITÀ. Durante il regno messianico anche la terra parteciperà alla stessa restaurazione di tutte le cose, cosi come l’umanità è completamente restaurata dalla rigenerazione e dalla risurrezione. Iddio ristabilirà così tutto ciò che era stato guastato a causa della caduta, ci sarà una prosperità paragonabile a quella del paradiso. Con la rivelazione dei figliuoli di Dio, tutta la creazione sarà liberata dalla “servitù della corruzione” (Rom. 8:19-22),I campi ,maledetti a motivo dell’uomo, saranno liberati dalla maledizione. Soprattutto il paese d’Israele sarà un paese di delizie, ma tutti gli altri paesi avranno parte, in larga misura, alla sua prosperità. Perciò: ”Giubilate o cieli, e tu, o terra, festeggia! Date in gridi di gioia, o monti, poiché l’Eterno consola il suo popolo. Egli ha pietà dei suoi afflitti” (Is. 49:13). Oltre che al regno vegetale tale restaurazione sarà estesa anche al regno animale:” E il lupo dimorerà con l’agnello, e il pardo giacerà col capretto: il vitello, il leone e la bestia ingrassata staranno insieme ed un piccolo fanciullo li guiderà” (Is. 11:6). E) LONGEVITÀ. La vita dei patriarchi raggiunse quasi i mille anni, per poi essere limitata ad un massimo di centoventi a causa della corruzione del genere umano. Secondo le profezie, la vita sarà di nuovo considerevolmente prolungata durante l’era messianica. Non vi sarà più morte prematura, ed un uomo centenario sarà considerato giovane: “... non vi sarà più, in avvenire, bimbo nato per pochi giorni, né vecchio che non compia il numero dei suoi anni; chi morrà a cent’anni morrà giovane, e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent’anni “(Is.65:20).A quanto sembra la lunghezza della vita sulla terra sarà determinata dall’ubbidienza alla legge, la legge di Cristo. La disubbidienza produrrà la morte. Le malattie e le infermità spariranno, Gesù libererà l’umanità dalle conseguenze del peccato quando regnerà in potenza durante il millennio F) GIOIA E FELICITÀ. Al timore e all’inquietudine che abitano oggi nel cuore degli uomini subentreranno la gioia e la felicità. In Isaia è scritto: “L’Eterno degli eserciti preparerà su questo monte a tutti i popoli un convito di cibi succulenti, un convito di vini vecchi, di cibi succulenti, pieni di midollo, di vini vecchi ben chiari. Distruggerà su quel monte il velo che copre la faccia di tutti i popoli, e la coperta stesa su tutte le nazioni... E il Signore, l’Eterno, asciugherà le lacrime da ogni viso, torrà via di su tutta la terra l’onta del suo popolo, perché l’Eterno ha parlato... Gli umili avranno abbondanza di gioia nell’Eterno, e i più poveri fra gli uomini esulteranno nel Santo d’Israele... Perché le afflizioni di prima saranno dimenticate... Rallegratevi, si, festeggiate in perpetuo per quanto io sto per creare, poiché ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio, e il suo popolo per la gioia... Quivi non s’udranno più voci di pianto, né gridi d’angoscia.”
LA CHIESA DURANTE IL MILLENNIO L’era messianica sarà meravigliosa per coloro che allora vivranno fisicamente sulla terra. La terra per i credenti non ha nessuna attrattiva: noi siamo stranieri e pellegrini sulla terra, in cerca di una patria celeste (Eb.11:13-16), per la fede siamo stati trasportati con Cristo nei luoghi celesti (Ef. 2:6), fin dal momento della morte, noi siamo “con Cristo”, ciò che è di gran lunga migliore di tutte le gioie di quaggiù (FiI. 1:23); al Suo ritorno saremo tutti risuscitati e glorificati, per celebrare con Lui nei cieli le nozze dell’Agnello (I Tess.4:16-17). Le nostre benedizioni dunque sono decisamente eterne, e non soltanto per un millennio. In Ap.2l:9 e 22:5 sono descritte la sposa dell’Agnello, ovvero la Chiesa, e la nuova Gerusalemme durante il millennio: la Chiesa ha la gloria di Dio, Iddio e l’Agnello ne sono il tempio, e l’Agnello è la sua lampada. L’amministrazione del regno le è affidata: i riscattati di Cristo Lo serviranno e regneranno con Lui nei secoli dei secoli. I re della terra le porteranno le loro offerte ed i loro omaggi Iddio si servirà della Chiesa per spandere la benedizione e la gloria su tutta la terra; e particolarmente su Israele i nomi delle dodici tribù dei figliuoli d’Israele sono scritti sulle dodici porte della città e, d’altronde essa porta il nome di Gerusalemme). Il fatto che non vi è in essa nessun tempio mostra quanto sarà intima la comunione dei riscattati che fanno parte della Chiesa, con Cristo, il loro Sposo divino: non avranno bisogno di alcun intermediario fra Lui e Loro, ma gli saranno strettamente associati nella sua gloria regale. Il tempio si addice alla terra. Ora i riscattati che comporranno la santa città occuperanno la parte celeste del regno. Iddio e l’Agnello ne saranno il tempio. Riguardo alle forme sotto cui si manifesterà l’attività .dei santi celesti verso gli abitanti della terra, Iddio non ha creduto .necessario di rivelarci i suoi disegni in modo particolareggiato. E’ soltanto ripetuto a più riprese che noi regneremo con Cristo: “Se soffriamo, con Lui anche regneremo” (2 Tim. 2:12) ed ancora: “A chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine, io darò potestà sulle nazioni; ed egli le reggerà con una verga di ferro frantumandole a mo’ di argilla; come anch’io ho ricevuto potestà dal Padre mio... A chi vince io darò di sedere mecosul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono” (Ap.2:26; 3:21). Ci basta sapere che come Chiesa regneremo con Cristo; popolo celeste fin d’ora, la nostra parte nel millennio sarà pure celeste. Saremo re e sacerdoti per Dio. E secondo il simbolo del tabernacolo, possiamo dire che questo sacerdozio si eserciterà nel luogo santissimo, cioè nella parte celeste del regno, mentre Israele servirà Iddio sulla terra nel santuario, come facevano i Leviti. Infine, le nazioni verranno nel cortile, ove esse recheranno le loro offerte all’Eterno, come anticamente le dodici tribù. Per noi è la promessa contenuta in Colossesi 3:4:” Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con Lui manifestati in gloria”.
ISRAELE DURANTE IL MILLENNIO
Le benedizioni promesse ad Israele erano essenzialmente terrestri. Ne fu privato per la sua disubbidienza, ma Iddio adempirà i suoi disegni di grazia verso il suo popolo. Dopo che questi sarà stato convertito, per la Sua misericordia e per meno della prova, sarà introdotto nelle benedizioni del millennio, sotto il regno del suo Messia, riconosciuto ed acclamato come Re dei re. Pertanto il popolo d’Israele sarà chiamato ad un ruolo particolare durante questo periodo ed occuperà un posto speciale nel regno. Poiché Iddio avrà ripreso con esso le sue relazioni in grazia, Israele ridiventerà il primo popolo della terra e questa preminenza sarà proclamata e riconosciuta da tutte le nazioni. Che capovolgimento di situazione, dopo secoli di persecuzione e d’oppressione da parte degli altri popoli! “Signoreggeranno sui loro oppressori” ( Is.14:2) e ancora”. E i figliuoli di quelli che t’avranno oppressa verranno a te abbassandosi; e tutti quelli che t’avranno disprezzata si prostreranno fino alla pianta dei tuoi piedi, e ti chiameranno” la città dell’Eterno, la Sion del Santo d’Israele” ( Is.60:14). L’influenza di Israele si estenderà sul mondo intero, ma questa supremazia non gli sarà data per permettergli di costituire, a suo profitto sulla terra, un dominio di carattere umano, ma sarà unicamente il meno per trascinare le nazioni sotto il dolce giogo di Gesù Cristo. Gli Israeliti che saranno rimasti e che si saranno convertiti tutti, diverranno gli strumenti che Dio impiegherà per spargere la Sua Parola in ogni luogo. Se nei secoli scorsi un israelita, Saulo da Tarso, mise da solo in agitazione tutto l’impero romano, guadagnando a Cristo migliaia di anime e fondando chiese in ogni luogo, tanto più Iddio farà dell’Israele convertito il popolo evangelizzatore che condurrà alla salvezza la massa delle nazioni. Gerusalemme diverrà la capitale del mondo, perché Iddio vi manifesterà la sua presenza. E’ scritto in Zaccaria che molti popoli e delle nazioni potenti, andranno per cercare l’Eterno degli eserciti a Gerusalemme, e per implorare l’Eterno... Tutti quelli che saranno rimasti di tutte le nazioni... saliranno d’anno in anno a prostrarsi davanti al Re, all’Eterno degli Eserciti. Durante il millennio il Signore farà risplendere nuovamente dalla Palestina e da Gerusalemme la Sua luce, dal Settentrione al Mezzogiorno, dall’Oriente all’Occidente. Il tempio di Gerusalemme sarà ricostruito e quivi risiederà la gloria di Dio. Il profeta Ezechiele in ben sei capitoli ci dice che i sacrifici saranno ristabiliti per commemorare l’opera di Cristo alla croce, si celebrerà di nuovo la Pasqua (che ricorda la morte espiatoria di Cristo) e la festa dei tabernacoli ( simbolo del riposo concesso da Dio ad Israele e alle nazioni).
LE NAZIONI DURANTE IL MILLENNIO
Se la profezia sottolinea la preminenza d’Israele durante il regno di mille anni, mostra che le nazioni parteciperanno pure alle benedizioni che derivano dalla dominazione di Cristo sulla terra. Infatti, Egli “ “insegnerà la giustizia alle nazioni” e sarà stabilito per essere “la luce delle nazioni, lo strumento della salvezza fino alle estremità della terra” (Is.42:1; 49:6). Il profeta Daniele annunzia, egli pure, che il regno del Signore si estenderà a tutte le nazioni: “E gli furono dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero” (Cap. 7:14). Come Iddio opererà nel cuore del residuo per convertirlo, Egli agirà pure potentemente fra le nazioni per condurle a volgersi verso Cristo. “In quel giorno l’uomo volgerà lo sguardo verso il suo Creatore, i suoi occhi guarderanno al Santo d’Israele” (Is. 17:7). “Poiché allora io muterò la lingua dei popoli in una lingua purificata, affinché tutti invochino il nome dell’Eterno per servirlo di pari consentimento” (Sof. 3:9). Ma egli stesso toccherà i cuori e le coscienze dei più indurati: “In quel giorno, i sordi udranno le parole del libro, e , liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno... Gli occhi di quei che veggono non saranno più accecati, e gli orecchi di quei che odono staranno attenti. Il cuore degli inconsiderati capirà la saviezza, e la lingua dei balbuzienti parlerà spedita e distinta” (Is. 29:18; 32:3-4). Questa conversione delle nazioni, che seguirà quella d’Israele, avrà per effetto di condurli a sottomettersi a Cristo e a riconoscerlo come il Re dei re. Questa conversione non riguarderà la totalità degli individui ma una grande maggioranza, al contrario di quanto accade oggi dove La grande massa è ignorante, indifferente ed ostile, e solo un piccolo numero di credenti conosce Gesù Cristo. In quel tempo non sarà necessario andare in cerca di qualche convertito: gli uomini stessi accorreranno spontaneamente per raccogliersi intorno all’Evangelo. Le nazioni si recheranno in folla a Gerusalemme per adorare e quelle che trascureranno questo servizio dell’adorazione saranno punite (Zacc. 14:17-19). Benché il peccato e la morte esistano ancora, la terra sarà ripiena della conoscenza dell’Eterno, come le acque coprano il fondo del mare (Is. 11:9). I cuori del maggior numero saranno così pieni di Cristo che la santità caratterizzerà l’attività degli uomini e, persino sui sonagli dei cavalli, si indicherà “Santità all’Eterno” (Zacc. 14:20). Pertanto dopo la conversione, la santificazione. “Poiché allora io muterò in labbra pure le labbra dei popoli, affinché tutti invochino il nome dell’Eterno, per servirlo di pari consentimento” (Sof. 3:9; Ger. 3:17; Michea 4:2). Non vi saranno più guerre, le nazioni serviranno il loro comune Signore e godranno di eccelse benedizioni. I popoli continueranno la loro propria vita nazionale, ma nello stesso tempo formeranno un organismo armonioso aiutandosi come membra di un corpo, come una grande famiglia di popoli diversificata e tuttavia imita. La santificazione suppone la consacrazione, la ricerca di Dio con un cuore traboccante verso Colui che ci ha amati per primo. Così il germoglio uscito dal tronco di Davide sarà come una bandiera per tutte le nazioni; le nazioni lo cercheranno (Is. 11:10), essi si raduneranno “per amore del suo nome” (Ger.3:17), e la terra sarà ripiena della conoscenza della sua gloria (Abacuc 2:14). La conoscenza del Signore conduce all’adorazione. “E avverrà che di novilunio in novilunio e di sabato in sabato, ogni carne verrà a prostrarsi dinanzi a me” (Is. 66:23). Essi supplicheranno allora il Signore (Zacc. 8:21-22), gli faranno dei doni (Is. 56:7), celebreranno la festa delle capanne (Zacc. 14:16), e serviranno lui solo (Sal.102:21-22). Il centro di questa adorazione è il Re, il divino Emmanuele. Egli giudicherà i popoli con giustizia, darà riposo alle nazioni, sarà l’arbitro dei popoli, il guardiano della pace, il capo comune di tutti (Ef. 1:10). Le nazioni quindi riceveranno: la loro ammissione finale al regno; il loro riordinamento politico e la loro intesa internazionale mediante l’arbitraggio del Redentore; la loro armonia civile, mediante giuste misure sociali; la loro felicità e il loro benessere mediante salute, longevità, fertilità del suolo, ecc.; la loro santificazione nel Signore, mediante la comunione con l’Eterno, ed infine la loro comune adorazione, mediante i pellegrinaggi ed il culto.
LA FINE DEL MILLENNIO
Cristo regnerà con una verga di ferro. Egli non tollererà nessuna infrazione alla sua autorità. Perciò nel Salmo 2:10 c’è l’invito ai re ed ai giudici della terra a servire il Signore con timore e tremore. Ovunque ci saranno dei ribelli che rifiuteranno di sottomettersi di cuore all’autorità di Cristo, un giusto giudizio li castigherà, poiché il re “regnerà in giustizia”, affinché questi colpiti siano d’esempio a tutti quelli che potrebbero essere tentati di imitarli. Cosa farà l’uomo dopo mille anni di governo perfetto? Egli si rivolterà conto l’Altissimo. Così la dimostrazione della giustizia di Dio durante il millennio è nello stesso tempo la dimostrazione dell’incurabile cattiveria dell’uomo. Le nazioni avranno imparato così poco dalle più ideali condizioni economiche e politiche, dalle prove più evidenti della grazia divina, da tutto il governo diretto dal Signore stesso, che alla fine, sedotti dal Diavolo, essi si raduneranno per la più virulenta delle rivolte. “E quando i mille anni saranno compiuti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia; il loro numero è come la rena del mare” (Ap. 20:1-8). Con questo non viene soltanto dimostrato che l’uomo non è solamente incapace di creare le condizioni ideali, ma che nemmeno le condizioni più ideali possono migliorare l’uomo. Il periodo più brillante della storia umana manifesta la condizione disperata del peccatore e prova inconfutabilmente che Dio è gusto quando Egli esclude in maniera assoluta che l’uomo possa redimersi con le proprie forze. Il regno diviene così la dimostrazione pubblica, davanti al mondo intero, che l’unica strada che possa mai condurre l’umanità alla pace, è la sola grazia di Dio e la croce del Golgota. Iddio manifesterà lo stato reale dei cuori: quelli la cui obbedienza sarà stata una finzione sveleranno allora i loro propri sentimenti, cioè il loro odio contro Cristo ed i suoi. Così, appena Satana apparirà, si raduneranno in fretta sotto la sua bandiera per far la guerra ai santi, nella speranza insensata di abolire il regno di Cristo e di ristabilire lo stato di cose anteriori. Quei malvagi saranno numerosi “come la rena del mare”, ciò che fa paragonare con Gog e Magog di Ezechiele 39, il potente nemico russo — asiatico che, mille anni prima avrà invaso e saccheggiato la Palestina. Questo mostra quanto è irrimediabile la malvagità del cuore umano: dopo mille anni di pace, di benedizione d’ogni sorta, milioni di uomini proclameranno di preferire ancora Satana a Dio e si rivolteranno apertamente contro il Re dei re. “E saliranno sulla distesa della terra e attornieranno il campo dei santi e la città diletta” (Ap. 20:9). Una volta di più, il diavolo si sforzerà di annientare i santi e Gerusalemme, la città del gran Re. E’ ciò che egli aveva già tentato dopo essere stato scacciato dal cielo e precipitato sulla terra (Ap. 12:7). I suoi disegni non cambiano: non potendo colpire il Signore, si accanisce contro i suoi diletti. Gerusalemme e il tempio saranno stati durante mille anni l’abitazione dell’Eterno, perciò Satana cercherà di annientarli. Ma questa volta la ribellione sarà di breve durata, il Signore non glielo permetterà: un giudizio fulminante porrà fine a questa rivolta. “Ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. E il Diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli” (Ap. 20:9-10). Così, quando la tentazione avrà rivelato il segreto dei cuori, la rivolta sarà annientata, e il Diavolo non perverrà in alcun modo a nuocere ai Santi. Questa ribellione e il giudizio sommario che la reprime segnano la fine del millennio. Dopo il regno del Figlio che ha stabilito durante mille anni il regno visibile di Dio, il citato regno Gesù lo rimette al Padre, sottomettendosi Egli stesso a lui. Il regno del Padre sarà allora manifestato quando “Dio sarà tutto in tutti” (I Cor. 15:28). Pertanto il regno millenniale è il solo mezzo per il progresso della storia umana verso il regno del Padre sotto la guida del Figlio. “Allora I giusti risplenderanno come il sole del regno del Padre loro” (Matt. 13:43). La profezia biblica ci mostra così due importanti e vittoriosi anticipi della venuta del regno di Dio, due supreme manifestazioni di potenza, che sono in una speciale relazione con le divine persone del Padre e del Figlio: 1) L’apparizione del regno del Figlio all’inizio del regno millenniale, con la vecchia terra come scenario; 2) La manifestazione del regno del Padre nel trionfo del compimento di tutto, nel nuovo cielo e sulla nuova terra.
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