Non chiudere gli occhi sui Rom del quartiere Scampia

01/12/ 2003

 

La circoscrizione del Quartiere Scampia con il suo presidente, cittadini, organizzazioni, sindacali e movimenti, Chiese Cristiane Evangeliche e Caritas, nelle ultime settimane si sono nuovamente sensibilizzate alle condizioni di invivibilità delle famiglie Rom ancora ubicate sotto l’Asse Mediano. Si è aggravato lo stato di degrado ed abbandono in cui versano circa mille membri della comunità Rom con donne e numerosi bambini in baracche e roulottes fatiscenti, stanziate in aree prive dei più elementari servizi igienici e civili ( acqua ed elettricità ). Televisione e giornali nei mesi scorsi hanno puntato la loro attenzione sulle condizioni di questi campi Rom, che gridano al cospetto di Dio e ad ogni coscienza civile.

Da anni le realtà promotrici di questa azione di urgenza civile lavorano per sollevare le condizioni di tanti bambini e famiglie. Insieme con le stesse famiglie hanno promosso.

 

VENERDI’  19 DICEMBRE ORE 17 UNA MARCIA CITTADINA

DA PIAZZA DANTE

 

PER RICHIEDERE ALLE AUTORITA’ COMPETENTI:

 

1)   Al fine di una più decente sistemazione dei nuclei Rom in campi attrezzati, la sollecita attuazione in tempi definiti

dello

spostamento dei rimanenti nuclei non ricevibili per saturazione di posti e capienza presso villaggi della Circoscrizione

 Scampia, presso altre aree individuate dalla Provincia di Napoli secondo i progetti approvati dalla Regione Campania, previsto nell’ articolo 3 del patto di cittadinanza sociale con la comunità Rom, secondo Deliberazione di G.M. n°2571 del 25 luglio 2000, in occasione del trasferimento dei nuclei Rom ubicati sotto la stazione della metropolitana nei campi allestiti dal Comune di Napoli alla via Circonvallazione Esterna nella Circoscrizione di Scampia.

2)   Nel contempo la promozione di sistemazione dignitose dei campi Rom compatibili con la destinazione dell’area che

attualmente occupano, con disponibilità e collaborazione di gruppi dell’associazionismo e del volontariato o di altri

soggetti interessati.

3)    L’adozione di interventi urgenti per assicurare le condizioni minime di vivibilità ( raccolta immondizie e rifiuti,

erogazione di luce ed acqua, installazione di servizi igienici ) ed una più generale bonifica del territorio, con la

collaborazione degli stessi nuclei Rom. Napoli come città sociale non può più tollerare condizioni incivili ed inumane

per i nuclei Rom all’alba del XXI secolo.

Basta non si può più tardare per dare soluzioni vere ed urgenti

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